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La nuvola di metano formatasi dopo la falla di Nord Stream potrebbe arrivare a sud delle Alpi

EUROPALa nuvola di metano formatasi dopo la falla di Nord Stream potrebbe arrivare a sud delle Alpi

01.10.22 - 15:20
Una parte è diretta verso le isole Svalbard, a nord, l'altra ha già sorvolato Belgio e Francia
ICOS
La nuvola di metano formatasi dopo la falla di Nord Stream potrebbe arrivare a sud delle Alpi
Una parte è diretta verso le isole Svalbard, a nord, l'altra ha già sorvolato Belgio e Francia

STOCCOLMA - La nuvola di gas metano che si è formata dopo la fuoriuscita nei gasdotti Nord Stream si è divisa in due: una parte si sta muovendo verso nord e l'altra, dopo aver già sorvolato la Francia, punterebbe verso sud.

Sono circa 40mila le tonnellate di metano rilasciate nell'atmosfera, secondo i calcoli dello scienziato del clima Stephen Matthew Platt. Gli esperti stanno monitorando la traiettoria e appare evidente che una metà della nube sia diretta verso le isole Svalbard, mentre un'altra fetta «ha già attraversato il Belgio, la Francia e la Bretagna e parte dell’Inghilterra», come dichiarato al Corriere della Sera da Bernardo Gozzini, esperto del Cnr e amministratore del consorzio Lamma Bernardo Gozzini,

Contattato dall’agenzia di stampa Gea, Gozzini non si è detto sicuro che la nuvola arriverà a sud delle Alpi. Sempre al Corriere della Sera l'esperto ha rassicurato la popolazione: «Il metano si è diluito molto ed è anche ad alta quota, è un gas inodore che arriverà in misura infinitesimale rispetto alla quantità dispersa dal 27 settembre: gli italiani non si accorgeranno nemmeno del passaggio».

Nessun pericolo per l'uomo, ma un danno sicuro per l'ambiente. La fuoriuscita nel Mar Baltico potrebbe essere corrispondente all'entità delle emissioni di metano di un anno intero per una città delle dimensioni di Parigi o un paese come la Danimarca, secondo l'istituto Icos.

Intanto il portavoce della società di gestione del gasdotto Nord Stream 2 ha riferito che è finita la fuga di gas dalla condotta, iniziata dopo le esplosioni sospette dei giorni scorsi nel mar Baltico. La pressione dell'acqua ha più o meno chiuso il gasdotto in modo che il gas presente al suo interno non fuoriesca», ha dichiarato Ulrich Lissek. «La conclusione è che c'è ancora gas nel gasdotto», ha aggiunto.
 
 

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