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L'uso prolungato del telefono cellulare può causare tumori alla testa. Lo sostiene la Corte d'Appello di Torino.
ITALIA
14.01.2020 - 15:290

L'uso prolungato del cellulare può causare tumori alla testa

I giudici di Torino hanno confermato una sentenza del Tribunale di Ivrea

di Redazione
Ats Ans

TORINO - L'uso prolungato del telefono cellulare può causare tumori alla testa. Lo sostiene la Corte d'Appello di Torino.

È di oggi la conferma della sentenza di primo grado del Tribunale di Ivrea, emessa nel 2017, sul caso sollevato da un dipendente Telecom Italia colpito da neurinoma del nervo acustico.

Il pronunciamento riapre il dibattito, ma l'estate scorsa un rapporto curato da Istituto Superiore di Sanità, Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente (Arpa Piemonte), Agenzia nazionale per le nuove tecnologie (Enea) e Istituto per il rilevamento elettromagnetico dell'ambiente (IREA) non ha dato conferme all'aumento di neoplasie legato all'uso del cellulare.

La sentenza condanna l'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (Inail) a corrispondere una rendita vitalizia da malattia professionale al dipendente di Telecom Italia. Per i giudici c'è un nesso con l'utilizzo frequente del telefono da parte del lavoratore, anche 4 o 5 ore al giorno.

«Una sentenza storica, come lo era stata quella di Ivrea, la prima al mondo a confermare il nesso causa-effetto tra il tumore e l'uso del cellulare - spiegano gli avvocati Stefano Bertone e Renato Ambrosio dello studio Ambrosio&Commodo di Torino, che hanno seguito la vicenda - La nostra è una battaglia di sensibilizzazione. Manca informazione, eppure è una questione che interessa la salute dei cittadini. Basta usare il cellulare 30 minuti al giorno per 8 anni per essere a rischio».

«Sulle scatole dei cellulari - commenta Romeo - bisognerebbe scrivere 'Se non usato correttamente, nuoce gravemente alla salute'. Ecco cosa servirebbe. La sentenza di oggi contribuisce all'informazione sul tema e la questione riguarda anche i bambini, che sempre più utilizzano i cellulari. Lo Stato non sta informando, anzi».

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