Love Parade, la fine di un'era. "Ma non è finita la voglia di stare insieme"

Nel paese delle grandi manifestazioni di massa, delle feste della birra e delle centinaia di migliaia di persone alla porta di Brandeburgo per i mondiali è finita un'epoca . Per Alessio Arigoni, dj e animatore del treno ticinese per la Street Parade, invece, "la voglia di stare insieme non è tramontata"
DUISBURG - Love Parade. Tutte le altre sono imitazioni. L'avventura cominciata, nella Berlino del 1989, ha fatto scuola, in tutto il mondo. Era l'anno in cui la metropoli tedesca era ancora divisa in due e Berlino Est la capitale della Repubblica Democratica. Alla prima edizione, nella via del 17 giugno, sotto la colonna della Vittoria di Berlino Ovest, vi parteciparono centocinquanta persone. Si voleva ballare per le strade, per la pace e la fratellanza.
Uno spirito che ha accompagnato tutte le edizioni, spirito di una festa che ha richiamato, nel corso degli anni 90 e 2000, milioni di persone. Con la fine triste e tragica della Love Parade di Duisburg si è chiusa un'epoca. Figlia della società del tempo libero e pronipote dei movimenti per la pace, la Love Parade si è spenta all'improvviso, cancellata da 20 corpi senza vita. "E' finita sì, ma per un tragico incidente - ci dice Alessio Arigoni, dj e animatore radiofonico che da anni segue la Street Parade zurighese, nata nel 1992 proprio sull'idea berlinese. "Per 20 anni si sono riuniti milioni di persone e, a parte qualche caso isolato, non era mai successo nulla".
"Certamente - continua Arigoni riferendosi al prossimo appuntamento d'agosto - a Zurigo il divertimento non sarà al 100%. Il pensiero andrà alla tragedia di Duisburg, che lascerà senza dubbio un'ombra sulla festa". Ma parlare della fine di un'era Arigoni non ci sta: "La voglia di stare insieme, di 'appropriarsi' delle strade non è finito. Non me la sento di dire che è tutto tramontato".
In Germania la tragedia ha scosso profondamente le coscienze. Si sono fatte più forti le voci contrarie a questo tipo di manifestazioni. In un sondaggio del giornale berlinese taz la stragrande maggioranza dei lettori commenta favorevolmente la fine della Love Parade: "Speriamo. La Love parade non è che una Ballermann (famosa discoteca commerciale di Palma di Maiorca) elevata alla decima potenza."
Su questo aspetto Arigoni, parlando di questo tipo di feste danzanti all'aperto, tiene a precisare che "il senso originario e lo scopo di queste manifestazioni è cambiato, ma non credo che la Street finirà. Esporre la discoteca sulla strada e ballare nelle vie è stato un concetto rivoluzionario. E' vero – continua Arigoni - la festa è talvolta influenzata da aspetti commerciali che possono dare fastidio. Ma questa espressione di aggregazione sociale, questo desidero di stare insieme, non sta passando di moda. Per i diciottenni di oggi la Street è un mito. Nata in reazione alla società edonistica degli anni 80 e che ha preso forma a partire dai centri sociali, è diventata vero e proprio fenomeno di massa".
Tuttavia la voglia di festeggiare e di stare insieme non è finita. Lo dimostrano le centinaia di migliaia di persone alla porta di Brandeburgo durante i mondiali, le grandi feste della birra, le piazze delle città tedesche piene di gente. Anzi, la dolce vita è oggi in Germania, grande paese dalla mentalità aperta al mondo, laboratorio di cultura e di arte che non è solo Love Parade.
p.d'a.
Foto Keystone




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