Cina: fame crescente di energia spinge verso il nucleare
PECHINO - La città di Qinshan nella provincia dello Zhejiang (Cina sudorientale) ospiterà la più grande centrale nucleare cinese, destinata a saziare la fame di energia della Cina per i prossimi 15 anni.
Ne scrive oggi il China Daily ricordando che la Cina conta, attualmente, 9 centrali nucleari, inclusa quella sulla baia di Daya vicino Hong Kong, e ne sta progettando altre 40 entro il 2020, con un aumento nella produzione dal 2 al 4 percento. Questa massiccia espansione sta avvenendo però, affermano gli oppositori di questa politica, senza tener conto della salute e della sicurezza pubblica, ignorando anche la possibilità che la centrale di Qinshan possa danneggiare la flora e fauna marina della baia di Hangzhou (Cina orientale).
In occasione di una visita dei media stranieri presso la centrale, i funzionari locali hanno approfittato per tesserne le lodi. "La centrale nucleare è una fonte di energia eccellente", ha sottolineato Hu Haiyun, segretario del partito comunista presso la centrale nucleare di Qinshan. Hu ha inoltre sottolineato come la centrale sia sicura al 100 percento, non avendo subito alcun tipo di incidente fin dalla sua apertura nel 1991.
Tuttavia Qinshan è stata chiusa nel 1998 per almeno due mesi per quello che venne definito "controllo di routine". Solo in seguito emerse la verità, ovvero la riparazione di guasti strutturali. I funzionari della centrale di Qinshan si sono rifiutati di parlare dei piani di emergenza, ma hanno assicurato che tutto è a norma internazionale, compreso il divieto alla popolazione a risiedere a 10 km dall'impianto.
La contea di Haiyan ha 380mila abitanti e la città limitrofa di Jiaxing 5 milioni. Qinshan è a 100 km da Hangzhou e Shanghai (Cina orientale), entrambi grandi centri abitati. Oltre ai problemi di sicurezza per la popolazione, alcuni governi stranieri hanno sollevato preoccupazioni circa il trasferimento di tecnologie nucleari ad altri paesi che potrebbero poi farne uso per la fabbricazioni di armi.
La Cina, infatti, ha aiutato il Pakistan nella costruzione e nell'espansione della centrale di Chashma, i cui operai sono stati addestrati dalla centrale stessa di Qinsha. Tuttavia, i funzionari locali assicurano che si è trattato di una cooperazione nucleare per fini civili.
La provincia dello Zhejiang sta progettando di ampliare Qinshan -che attualmente dispone di 3 centrali e 5 generatori- per poi aprire un'altra centrale a Sanmen, a sud di Ningbo (Cina sudorientale), tutte città alle prese con la scarsità di energia, utilizzata soprattutto nei due anni passati nel pieno boom economico del paese.
Lo Zhejiang sta quindi progettando di raddoppiare la sua produzione energetica fino a 30 milioni di kilowatt entro il 2007. Sicuramente, un'altra ragione di questa corsa allo sviluppo nucleare è l'orgoglio nazionale, con i funzionari locali che invocano l'ideale maoista della "fiducia in se stessi". Ma nonostante gli stessi funzionari affermino che la centrale di Qinshan è solo opera del loro paese, si per quel che riguarda il progetto che per la costruzione - la verità è che la sua realizzazione è dipesa fortemente dalle apparecchiature straniere, come dall'uso della tecnologia giapponese, tedesca e francese.




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