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LUGANO«Un gioco della poesia» che spegne dieci candeline

02.02.24 - 06:30
Questo fine settimana si celebra allo Studio Foce il compleanno del Ticino Poetry Slam
FOCE - IGOR GRBESIC
«Un gioco della poesia» che spegne dieci candeline
Questo fine settimana si celebra allo Studio Foce il compleanno del Ticino Poetry Slam

LUGANO - Venerdì 2 e sabato 3 febbraio allo Studio Foce di Lugano si celebrano i dieci anni di un evento che è diventato un appuntamento fisso del panorama artistico cantonale: il Ticino Poetry Slam. Una «giocosa gara poetica» che in un decennio ha coinvolto almeno un centinaio di poeti e poetesse non solo ticinesi, ma provenienti anche dall'Italia e dal resto d'Europa. Uno spazio libero e nel quale è la creatività, in tutte le sue forme, a farla da padrone.

Ne abbiamo parlato con Marko Miladinovic, poeta e soprattutto colui che ha importato questa formula in Ticino.

Che ricordi hai del debutto assoluto, 10 anni fa?
«
Ricordo due amici nel pubblico che si erano appena conosciuti e si sarebbero sposati anni dopo col rito pastafariano! E poi il mitico pezzo di Sergio Garau dentro la piccola folla dell'allora Cs()a Molino che rispondeva per le rime; le poesie eroticomiche della mia poetessa torinese preferita, Clara Vajthò; il grido di gioia per la vittoria della poetessa americana, direttamente da Washington, Lexie Erin; la mia grande confusione (ero alle prime armi!) e i meravigliosi ritratti in bianco e nero di Cesare de Vita, immancabile uomo d'arti e magia».

Dovendo menzionare una peculiarità del Ticino Poetry Slam, quale sarebbe?
«È un luogo/evento che, negli ultimi dieci anni, ha permesso alle persone che hanno partecipato di crescere, di aumentare la fiducia in se stessi, ma anche di uscire da loro stesse, di formare una propria poetica, di stringere amicizie e relazioni. Insomma siamo diventati adulti anche così! Ma, ora che ci penso, la piccola vera peculiarità potrebbe essere questa: è l'unico poetry slam al mondo con degli stacchetti originali dal vivo (del nostro Flavio Calaon) e, a differenza di altri poetry slam europei, non si sente affatto la competizione (oltre a quel piccolo dettaglio iscritto nel format), è davvero un gioco della poesia!».

Quale pensi sia stato il contributo dato da questa manifestazione al mondo della poesia e dell'arte nella Svizzera italiana?
«
Nel nostro piccolo penso che sia entrato nei cuori delle persone ed è stato capace di vivacizzare il pubblico della poesia e la stessa scena culturale regionale. Ha smosso le persone, ha rotto con una certa idea cristallizzata e accademica di poesia (da seduti!), ha fatto conoscere il Ticino a centinaia di poeti e poetesse da tutto il mondo e, indirettamente, ha favorito la conoscenza degli autori e delle autrici ticinesi, oltre a scovarne qualcun* di cui sentiremo parlare a breve».

Per questo decennale avete allestito un ricco programma: vuoi segnalarci almeno un momento che proprio non bisogna perdersi?
«Non ce ne sono poi molti, sarò breve! Il “gran slam” tutto ticinese con quintetto di fiati diretto da Flavio Calaon di venerdì sera; sabato mattina con i due migliori poeti-performer italiani, da Genova e Ancona, insieme a un duo di puro canto sperimentale da Losanna e riprendiamo alle 18 con la maratona di poesia ticinese; alle 21.00 altro slam con i migliori slammer italiani, un concerto spokenword-trap con nuovissima formazione da Trento e il dj-set del poeta italiano Luigi Socci. Sono stato abbastanza breve vero? Grazie!».

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