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VOTAZIONI DEL 14 GIUGNO

«“No a una Svizzera da 10 milioni” colpirà duramente i cantoni di confine come il Ticino»

La netta e inequivocabile presa di posizione degli attori del settore della sanità, in vista delle votazioni del prossimo 14 giugno.
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Fonte Caos nelle Cure No
«“No a una Svizzera da 10 milioni” colpirà duramente i cantoni di confine come il Ticino»
La netta e inequivocabile presa di posizione degli attori del settore della sanità, in vista delle votazioni del prossimo 14 giugno.

LOSANNA/LUGANO - Parla di un «grave rischio per la sanità», il comitato delle organizzazioni del settore sanitario che oggi a Losanna ha presentato le sue motivazioni contrarie all'iniziativa democentrista “NO a una Svizzera da 10 milioni”.

«Data l'importanza che il personale sanitario proveniente dall'estero ha per il funzionamento del sistema sanitario, un rigido tetto massimo alla popolazione aggraverebbe ulteriormente la mancanza di personale specializzato, limiterebbe l'accesso alle cure, porterebbe a una riduzione della qualità delle cure e spingerebbe ulteriormente i costi verso l'alto», ribadiscono gli esponenti del settore che parlano di «iniziativa del caos».

Un rischio che diventa ancora più evidente considerando il costante (e inarrestabile) invecchiamento della popolazione svizzera: «Senza professionisti provenienti dall’estero, ospedali, case di maternità, case di cura, istituzioni sociali, nonché i servizi di assistenza domiciliare non sarebbero più in grado di adempiere al loro mandato. Questo significa per l’intera popolazione un accesso più limitato alle cure, meno visite e tempi di attesa più lunghi».

A subire il contraccolpo più forte sarebbero le regioni periferiche e di confine, come il Ticino «dove quasi il 70% del personale medico possiede un diploma estero». Lo stesso vale, con quote però nettamente inferiori, per i cantoni di Ginevra e Basilea Città.

La mancanza di personale qualificato può pesare non solo su chi è già attualmente in servizio, ma anche sulla sicurezza dei pazienti: «Quando i turni sono coperti in modo insufficiente o da personale meno qualificato, aumenta anche il rischio di mortalità, soprattutto nelle situazioni di emergenza. La Gran Bretagna funge da esempio: dopo la Brexit, la carenza di personale infermieristico proveniente dall’UE in Inghilterra ha portato a circa 1’500 decessi aggiuntivi all’anno, perché le cliniche hanno dovuto ricorrere a personale meno qualificato».

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