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BELLINZONA

«Dopo Crans-Montana, rimappiamo gli esercizi pubblici ticinesi»

Dopo il grave incidente di Capodanno, il Comitato LEA del PLRT chiede al Consiglio di Stato ticinese misure più rigorose per la sicurezza antincendio nei locali pubblici.
Imago
Fonte RED
«Dopo Crans-Montana, rimappiamo gli esercizi pubblici ticinesi»
Dopo il grave incidente di Capodanno, il Comitato LEA del PLRT chiede al Consiglio di Stato ticinese misure più rigorose per la sicurezza antincendio nei locali pubblici.

BELLINZONA - L'incidente di Capodanno a Crans-Montana, uno dei più gravi nella storia svizzera recente, ha riacceso i riflettori sulla sicurezza nei locali aperti al pubblico, specialmente quelli con alta densità di persone, chiusi o sotterranei. Ecco che, in tema di sicurezza antincendio, il Comitato di Libertà, Energia, Ambiente (LEA) del PLRT, invia «richieste puntuali al Consiglio di Stato ticinese»

Premesso che «la prevenzione e il controllo in materia di sicurezza, in particolare per quanto concerne la protezione antincendio e la gestione delle emergenze, costituiscono un interesse pubblico primario e una responsabilità condivisa tra Cantone e Comuni», il Comitato ricorda a tutti che «in Ticino è in vigore la Legge sulla protezione antincendio (LPA) e il relativo Regolamento (RPA), i quali si inseriscono nel quadro delle prescrizioni antincendio intercantonali elaborate a livello nazionale, in particolare dalla Vereinigung Kantonaler Feuerversicherungen (VKF)».

Il gruppo LEA (tramite i suoi componenti: Marion Eimann, Christian Fini, Dario Gabella, Silvano ‘sigi’ Giannini, Marzio Mazzoleni, Hamos Meneghelli, Matteo Quadranti, Niccolò Salvioni) interpella quindi il Consiglio di Stato ticinese, chiedendo una serie di misure urgenti. In primo luogo, si sollecita una mappatura aggiornata degli esercizi pubblici a rischio, come discoteche e sale riunioni sotterranee e prive di finestre. Si chiede inoltre di chiarire in modo trasparente le competenze delle autorità responsabili dei controlli di sicurezza e prevenzione.

Inoltre, l'interrogazione invita il Governo a valutare un rafforzamento e una maggiore sistematizzazione della frequenza dei controlli, modulandoli in base alla tipologia, capienza e livello di rischio delle strutture. Viene infine proposta l'introduzione di un sistema di autocertificazione periodica da parte degli esercenti, supportato da ispezioni a campione.


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