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MENDRISIO

Lega, L'Alternativa e PLR: «Meno consiglieri comunali a Mendrisio»

Depositata una (nuova) mozione sul tema. Le motivazioni sono di tipo economico e pratico. «Rendiamo il Legislativo più snello ed efficiente e la politica accessibile a tutti»
TiPress
Lega, L'Alternativa e PLR: «Meno consiglieri comunali a Mendrisio»
Depositata una (nuova) mozione sul tema. Le motivazioni sono di tipo economico e pratico. «Rendiamo il Legislativo più snello ed efficiente e la politica accessibile a tutti»

MENDRISIO - La Lega torna alla carica: Mendrisio deve avere meno consiglieri comunali, passando dagli attuali 60 a 45. Lo fa assieme a L'Alternativa e al PLR, proponendo «una risposta pragmatica e strutturale che adatti il sistema rappresentativo alla disponibilità effettiva e sostenibile dei cittadini».

Le motivazioni - Il tema viene riproposto, con una mozione, per la terza volta dal 2016. Per Robbiani, Scacchi e Pestalacci le ragioni che richiederebbero il cambiamento sono svariate, da quelle economiche a quelle pratiche relative alla difficile reperibilità dei candidati da parte dei vari partiti. «Occorre (...) un legislativo cittadino più dinamico, efficiente e concreto e che i nostri consiglieri comunali, ormai sempre più confrontati con importanti impegni istituzionali, possano beneficiare di una equa indennità; non bisogna poi nascondere le difficoltà, che aumentano al termine di ogni legislatura, di reperire cittadini disposti a candidarsi e a dedicare il loro tempo e impegno alla cosa pubblica».

Rendere le decisioni più efficienti - Troppi membri, sia nel Legislativo che nelle commissioni, rendono il dibattito dispersivo e diminuiscono la possibilità di ciascuno di potersi far ascoltare e di contribuire in modo concreto alle discussioni. Avere meno persone porterebbe a decisioni più rapide e snelle, ritenute indispensabili in un periodo di continuo movimento.

«Fa politica solo chi può permetterselo» - Centrale è certamente anche la questione della remunerazione economica, che a Mendrisio è di 40 franchi a seduta, una cifra che, per i leghisti, non copre il tempo impiegato non solo ai plenum ma anche per prepararsi. A titolo esemplificativo, viene spiegato che uno studente che vive a Losanna dovrebbe spendere 234 franchi per rientrare e partecipare al Consiglio comunale. «A Mendrisio svolgere un incarico politico comporta una perdita economica: non si considerano né il tempo necessario per prepararsi, studiare e discutere, né il lavoro sottratto ad altre attività professionali o formative», si legge nella mozione, che prosegue come, oggi, fa politica solo «chi può permetterselo», rendendo il Legislativo «meno vario e meno rappresentativo della società reale, perdendo la capacità di riflettere i diversi profili e interessi della comunità».

Stessa spese, remunerazione pro capite maggiore - Per rendere la politica accessibile a tutti servirebbe una remunerazione maggiore. Essa non dovrebbe però gravare sulle spese pubbliche: aumentare le indennità diminuendo al contempo i consiglieri comunali consentirebbe di lasciare invariato l'importo complessivo da far uscire dalle casse.

Eletti più motivati e con più tempo da dedicare - Per i partiti è anche difficile reperire il necessario numero di candidati. Avere 60 consiglieri comunali comporta eleggere persone che non sempre hanno il tempo o la volontà effettiva di dedicarsi alla politica. «La riduzione, in questo senso, contribuisce a mantenere l'efficacia dell'istituzione democratica locale, garantendo che i seggi siano occupati da persone genuinamente impegnate».

I quartieri - Per i mozionanti, la riduzione dei consiglieri comunali non avrebbe effetti negativi sulla rappresentatività di ogni quartiere.

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