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Altri cinquanta milioni per i casi di rigore ticinesi

Il Gran Consiglio ha dato luce verde a un ulteriore credito per sostenere le aziende in difficoltà.
Ti-Press
Altri cinquanta milioni per i casi di rigore ticinesi
Il Gran Consiglio ha dato luce verde a un ulteriore credito per sostenere le aziende in difficoltà.
Dei cinquanta milioni in più, 36.42 verranno rimborsati dalla Confederazione, mentre l’importo restante sarà preso a carico dal Cantone.
BELLINZONA - Il Gran Consiglio ha dato luce verde a un ulteriore credito di 50 milioni di franchi in sostegno dei cosiddetti casi di rigore portandoli dai 75 milioni già approvati a gennaio ai 125 milioni richiesti ora dal Governo. Plebiscito ...

BELLINZONA - Il Gran Consiglio ha dato luce verde a un ulteriore credito di 50 milioni di franchi in sostegno dei cosiddetti casi di rigore portandoli dai 75 milioni già approvati a gennaio ai 125 milioni richiesti ora dal Governo.

Plebiscito in sala - Il decreto legislativo urgente per aumentare la dotazione finanziaria per il finanziamento cantonale delle misure a sostegno dei casi di rigore ai sensi della Legge Covid-19 e lo stralcio dei minimi delle percentuali e dell’importo inferiore massimo per i contributi a fondo perso e le fideiussioni è infatti stata plebiscitata dal plenum con 83 voti favorevoli (zero i contrari e gli astenuti). Dei cinquanta milioni in più, 36.42 verranno rimborsati dalla Confederazione, mentre l’importo restante sarà preso a carico dal Cantone. 

Sostegno trasversale - Il messaggio, d'altronde, era stato sostenuto da tutti i gruppi in Parlamento. Anche se PS e PPD si sono dimostrati un po' più critici soprattutto sui tempi di erogazione dei crediti. «Dobbiamo fare attenzione a non lasciare indietro troppe di queste persone», ha precisato il deputato Marco Passalia a nome del Gruppo PPD. Gli ha fatto eco Ivo Durish, per il PS: «Come ci si poteva attendere i soldi per i casi di rigore non sono bastati. Per questo siamo a favore dello stanziamento di un ulteriore credito di 50 milioni». I socialisti invitano pure il Governo a comunicare meglio i requisiti per accedere a questi aiuti, che spesso non risultano «chiari» ai richiedenti. Dopo una richiesta di Matteo Pronzini di rinviare in commissione il disegno di legge, a seguito di un emendamento respinto al Gruppo "Più Donne" (bocciata dalla stragrande maggioranza del plenum), il testo del decreto è stato approvato all'unanimità.

Più di 1'800 richieste - A fine aprile le richieste d'aiuto erano già 1'800. Il totale dei versamenti fatti finora - per la gran parte indirizzata al settore della ristorazione - ammonta a 60 milioni di franchi.

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