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CANTONE
15.04.2020 - 10:110

«Date un sostegno alle imprese di persone»

Lo chiede una mozione del gruppo UDC, i cui rappresentati alle Camere federali si rivolgeranno anche alla Confederazione

BELLINZONA - Una categoria di lavoratori è stata dimenticata dal Consiglio Federale nell’ambito degli aiuti economici per far fronte all’emergenza coronavirus. Ne è convinto il gruppo UDC, che ha inoltrato una mozione al Consiglio di Stato. Si tratta degli indipendenti e più in generale le cosiddette imprese di persone. «Ditte individuali, società in nome collettivo o società in accomandita».

Particolarmente toccate dall’attuale situazione sono quelle imprese che non hanno subìto l’obbligo di chiusura da parte del Governo cantonale, ma che di fatto hanno accusato un’importante riduzione del lavoro e di conseguenza delle entrate. 

In particolare, l’UDC pone l’attenzione sulla «palese disparità di trattamento connessa alla forma giuridica dell’impresa. Quando questa è svolta nella veste di una persona giuridica, lo strumento del lavoro ridotto è concesso anche all’imprenditore salariato e azionista, a prescindere dalla chiusura di attività per ordine delle disposizioni del Consiglio federale e/o del Consiglio di Stato. Se l’impresa viene invece svolta come ditta individuale o società di persone, l’imprenditore può attualmente richiedere l’indennità per perdita di guadagno solo qualora la chiusura sia stata decretata dall’esecutivo federale o cantonale». Tassisti, idraulici, artigiani, fisioterapisti e altri piccoli imprenditori «sono in questo momento lasciati senza alcuna rete di protezione».

A titolo di paragone, l’UDC porta l’esempio del Vallese, che ha varato un progetto “Indemnitées pour indépendants et autres personnes sans mesures” che riconosce un’indennità immediata agli indipendenti e ai proprietari di PMI.  

La mozione - firmata da Paolo Pamini - chiede pertanto al Consiglio di Stato «di volersi attivare celermente e con coraggio per fornire una risposta alle imprese di persona. I rappresentanti UDC alle Camere federali si attiveranno inoltre per chiedere al Consiglio federale il riconoscimento della misura cantonale, in conseguenza all’ordinanza del Governo federale che ha permesso al Ticino di adottare misure più restrittive all’economia.

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