Assenteismo: come impatta sulla pubblica amministrazione?

Lo chiede Alessio Ghisla tramite un'interrogazione al Consiglio di Stato
BELLINZONA - Il benessere sul lavoro non è un tema accessorio, ma un indicatore decisivo della salute di un’organizzazione e della sua sostenibilità economica. È da questa premessa che prende avvio l’interrogazione inoltrata al Consiglio di Stato ticinese da Alessio Ghisla a nome dei Giovani del Centro. Il deputato vuole indagare sul benessere organizzativo e sull’impatto economico dell’assenteismo nella pubblica amministrazione.
Richiamandosi alla definizione dell’Organizzazione mondiale della sanità, il testo sottolinea come i luoghi di lavoro debbano garantire non solo sicurezza, ma anche salute fisica, mentale e sociale, equilibrio tra vita privata e professionale, relazioni di qualità e reali opportunità di crescita. Numerosi studi dimostrano che ambienti lavorativi attenti alle persone riducono lo stress, aumentano la motivazione e producono benefici concreti in termini di efficienza e risultati economici.
In questa prospettiva, un elevato tasso di assenze non è visto come un semplice dato statistico, bensì come un segnale d’allarme: può indicare demotivazione, stress cronico, clima lavorativo deteriorato o carenze gestionali. L’assenteismo ha ricadute dirette sulla produttività, sul morale dei collaboratori e sull’immagine dell’ente, oltre a generare costi rilevanti per le finanze pubbliche. Le assenze prolungate comportano spesso supplenze o una redistribuzione dei carichi di lavoro, con il rischio di innescare un circolo vizioso di sovraccarico e ulteriori problemi di salute.
Per la pubblica amministrazione, chiamata a garantire servizi efficienti e affidabili alla cittadinanza, il tema assume un peso ancora maggiore. I Giovani del Centro ribadiscono così la necessità di una gestione delle risorse umane orientata alla prevenzione, alla valorizzazione delle persone e alla sostenibilità di lungo periodo, con particolare attenzione alla salute mentale, già al centro di recenti iniziative politiche.
Da qui una serie di domande rivolte al Consiglio di Stato: dai dati sulle assenze degli ultimi cinque anni, suddivisi per strutture e cause, al loro impatto economico complessivo; dalle misure di prevenzione e gestione dei carichi di lavoro alla formazione dei quadri dirigenti; fino alla valutazione degli effetti del sistema di monitoraggio delle assenze introdotto nel 2018. Un’interrogazione che chiede numeri, ma soprattutto una visione strategica del lavoro pubblico.



