«Una riforma complicata, ingiusta e costosa»

Il comitato interpartitico contro la tassazione individuale: «Conseguenze ampiamente sottovalutate».
LUGANO - Una riforma ritenuta «complicata, ingiusta e costosa, con conseguenze negative per famiglie, ceto medio, territori e contribuenti». In vista della votazione federale dell’8 marzo, si è tenuta oggi a Lugano la conferenza stampa regionale contro l’introduzione della tassazione individuale. Rappresentanti ticinesi del Centro, dell’UDC e del mondo agricolo hanno illustrato le ragioni della loro opposizione.
Fabio Regazzi, Consigliere agli Stati del Centro e presidente USAM, ha sottolineato come «la tassazione individuale rappresenti un cambiamento radicale del sistema fiscale attuale, le cui conseguenze sono state ampiamente sottovalutate». Ha poi rimarcato «la forte opposizione dei Cantoni: 21 su 26 hanno respinto il progetto e 10 hanno lanciato un referendum. Una riforma che incontra tale resistenza non può essere imposta dall’alto senza compromettere l’equilibrio del federalismo svizzero».
Roberta Soldati, granconsigliera UDC, ha denunciato «la pressione centralizzatrice della riforma, contraria ai principi di sussidiarietà e autonomia cantonale sanciti dalla Costituzione. L’imposizione individuale costringerebbe infatti i Cantoni a recepire nel diritto cantonale una scelta federale che comporterebbe una revisione profonda delle legislazioni cantonali: tariffe e deduzioni, sistemi informatici e processi di tassazione, ma anche ambiti collegati come riduzioni dei premi e borse di studio, con un notevole onere amministrativo. Una riforma fiscale che incontra una resistenza così ampia da parte dei Cantoni rappresenta un chiaro attacco al federalismo svizzero e alla loro autonomia costituzionale».
Per Maurizio Agustoni, granconsigliere del Centro «l’imposizione individuale non risolve la penalizzazione del matrimonio, creando invece nuove discriminazioni: coppie monoreddito o con ripartizione diseguale dei redditi pagherebbero più tasse rispetto alle coppie con redditi simili. La misura colpisce anche molte coppie conviventi con figli, riducendo il gettito di Cantone e Comuni (Ticino: -60 milioni per il Cantone, -48 milioni per i Comuni), compensabile solo con aumenti generalizzati delle aliquote». Per il deputato «le famiglie monoreddito verrebbero penalizzate due volte».
Il presidente dell’Unione ticinese dei contadini Omar Pedrini ha evidenziato l’impatto della riforma per le famiglie contadine e le aziende agricole a conduzione familiare. «La necessità di suddividere fiscalmente beni e patrimoni, spesso strettamente legati all’attività agricola, rappresenterebbe un’ulteriore complicazione per settori già fortemente regolamentati e sotto pressione. La tassazione individuale, concepita per situazioni urbane a doppio reddito, è impraticabile per le aziende agricole familiari: richiede una burocrazia aggiuntiva che sottrae ore preziose al lavoro nei campi e con gli animali, rischia di vanificare le detrazioni per i figli e penalizza i piccoli imprenditori locali che garantiscono occupazione e sostegno al territorio».
A chiudere la conferenza è stato Paolo Pamini, consigliere nazionale UDC: «Le simulazioni dimostrano che, con il nuovo sistema, non conta più il reddito complessivo di una famiglia, bensì come questo è suddiviso tra i due partner. A parità di reddito totale, l’imposta può variare in modo drastico a seconda che il reddito sia concentrato su una sola persona oppure ripartito in modo simile tra i due coniugi o conviventi». Secondo Pamini, una coppia senza figli con reddito di 90’000 franchi pagherebbe 1’970 franchi con un reddito concentrato su uno dei due, ma solo 400 franchi se suddiviso equamente. Per una famiglia con un figlio e un reddito di 120’000 franchi, l’imposta aumenta di oltre il 200% se sostenuta da un solo genitore.
Nel corso della conferenza è stato infine ricordato come «la tassazione individuale» incontri «una resistenza ampia e trasversale, testimoniata anche dalle 65’672 firme raccolte in sede di referendum, segno di un chiaro scetticismo da parte della popolazione verso una riforma percepita come sproporzionata e inefficace».



