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17.01.2020 - 15:230

7352 firme. Va in porto l’iniziativa contro il dumping salariale

Soddisfatto l’MpS che ha depositato oggi le firme presso la Cancelleria cantonale

di Redazione
S.F.

 

BELLINZONA - 7352 firme. È riuscita l’iniziativa popolare denominata “Rispetto per i diritti di chi lavora! Combattiamo il dumping salariale e sociale!”, lanciata dal MpS. Le firme sono state depositate oggi verso le 14.00 presso la Cancelleria cantonale. 

L’obiettivo  dell’iniziativa è combattere la concorrenza fra salariati, cioè quell’insieme di pratiche che spingono verso il basso, peggiorano o negano i diritti salariali e sociali di chi lavora. “Per progredire in questa direzione è necessario che il mercato del lavoro e le condizioni concrete di lavoro siano controllati in modo preciso e sistematico” ci tiene a sottolineare l’MPS, soddisfatto per essere riuscito in soli due mesi a raccogliere tutte le firme necessarie per la riuscita dell’iniziativa.  «L’abbiamo lanciata il 16 ottobre. La raccolta è praticamente terminata verso metà dicembre, lasciandoci poi il tempo di procedere con calma alla vidimazione delle firme e le abbiamo consegnate oggi, con una settimana di anticipo rispetto al termine».

Ecco cosa chiede esattamente l’iniziativa

1. La notifica di ogni contratto di lavoro e delle condizioni di lavoro (salario, orario, etc.) Quando una persona viene assunta, il datore di lavoro dovrà notificare all’autorità di controllo il contratto di lavoro e le condizioni di tale contratto. Lo stesso deve avvenire quando cessa il rapporto di lavoro. È in questo modo che si potrà verificare se i diritti di chi lavora vengono rispettati e se a chi è assunto per un posto occupato in precedenza da altri vengono garantite le stesse condizioni. In questo modo si potranno identificare i cosiddetti licenziamenti sostitutivi, cioè i licenziamenti fatti con l’obiettivo di assumere nuovo personale a condizioni di lavoro e di salario inferiori. 

2. Il potenziamento dell’Ispettorato del lavoro Non passa settimana che non vengano segnalati nuovi casi di mancato rispetto dei diritti di chi lavora (salari, orari, trasferte, diritti diversi, etc.). Quasi sempre questo avviene perché nessuno verifica le condizioni di lavoro e di salario, e i lavoratori e le lavoratrici interessati/e non osano contestare tale situazione perché temono di perdere il posto di lavoro. Per questo proponiamo che l’Ispettorato del lavoro, per svolgere le dovute attività di controllo, venga potenziato nella misura di un ispettore ogni 5’000 persone attive in Ticino. 

3. La creazione di una sezione dell’Ispettorato del lavoro che si occupi delle discriminazioni di genere Le donne vivono una doppia discriminazione: come salariate (al pari degli uomini) e come donne. Basti pensare che i loro salari, a parità di lavoro, sono circa il 20% inferiori. Inoltre vengono sistematicamente negati loro dei diritti che pure sono fissati sulla carta (ad esempio il congedo maternità, il diritto ad allattare, etc.). Vogliamo che venga creata, all’interno dell’Ispettorato, una sezione che si occupi specificamente di questa discriminazione di genere: un’ispettrice ogni 2’500 donne attive in Ticino. 

4. La pubblicazione di una statistica dei salari e delle condizioni di lavoro Grazie alle notifiche dei contratti di lavoro e delle relative condizioni (salario, orario, etc.) sarà possibile finalmente disporre di una statistica seria e affidabile del mercato del lavoro e delle condizioni di lavoro.

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