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CANTONE
12.12.2019 - 10:510

«Delusi da questo salario minimo»

I giovani socialisti non hanno preso bene la decisione del Parlamento di ieri

BELLINZONA - Delusi dal salario minimo. La gioventù socialista (GISO) non è contenta del nuovo "pavimento" agli stipendi, approvato ieri dal Parlamento ticinese. «Non permette di accedere veramente a una vita dignitosa» scrive la GISO in una nota odierna. 

A preoccupare i socialisti è «il fatto che la manovra verrà attuata in tre tappe». Troppo tempo, con troppo margine d'incertezza. Il salario minimo per i prossimi due anni sarà fissato a meno di 19.50 franchi l'ora. Per il passaggio a 20.25 franchi l'ora «sarà necessaria l'approvazione da parte di almeno due terzi del Gran Consiglio» sottolinea il comunicato. Una condizione «molto difficile da raggiungere, visti gli equilibri in Parlamento». Il minimo avrebbe dovuto essere fissato a 21.50 franchi all’ora, secondo la GISO. 

La presa di posizione:

La Gioventù Socialista ticinese è delusa dalla legge sul salario minimo, perché la soluzione che è stata trovata non permette veramente di accedere a una vita dignitosa. A nostro avviso, il salario minimo è urgente perché si tratta di una misura che possiamo attuare contro il dumping salariale e contro la precarietà di chi vive in Ticino.

La legge è stata approvata ieri sera dal Gran Consiglio. Anche il Partito socialista ha approvato la proposta, che prevede un’introduzione del salario minimo (ma non dignitoso) in tre tappe. Per un periodo di due anni, il salario minimo sarà inferiore a 19.50 franchi all’ora. Nell’ultima fase forse potrebbe essere alzato a 20.25 franchi all’ora, ma solo se almeno i due terzi del Gran Consiglio lo accettano. La maggioranza assoluta è molto difficile da raggiungere, visti gli equilibri in parlamento.

Questa manovra è problematica. È ridicolo che la misura venga attuata in tre tappe. Nonostante le esperienze positive vissute in altri cantoni con il salario minimo, ci si ostina a mettere gli indicatori economici su un gradino di maggiore importanza rispetto agli indicatori sociali. Infatti, viviamo nel cantone più povero della Svizzera, le famiglie contano sui sussidi pubblici per sopravvivere e troppi/e giovani lavorano gratuitamente o con remunerazioni scandalose. Inoltre, è scandaloso che, anche se dovessimo arrivare alla terza tappa dell’inserimento del salario minimo, questo non permetterebbe alle famiglie di vivere dignitosamente. Il salario minimo fissato sarebbe dovuto essere di 21.50 franchi all’ora, il massimo raggiungibile in base a una sentenza del Tribunale federale secondo cui i Cantoni possono emanare unicamente dei salari minimi sociali ma non economici.

Quanto approvato oggi in Parlamento dimostra una certa affezione per il mantenimento dei rapporti di potere attuali, dove gli imprenditori possono sfruttare la manodopera e i poveri possono rimanere poveri, oppure un’incomprensione disarmante della situazione sociale ticinese. La nostra delusione arriva anche dal fatto che ci sono categorie della società che sono completamente escluse da questa misura, come per esempio gli/le apprendisti/e e gli/le stagisti/e. Ad ogni modo, saremo pronti a intervenire nel dibattito pubblico affinché il salario minimo di 20.25 fr/ora sia implementato non appena possibile. Soprattutto se la maggioranza borghese dovesse proporre studi pseudoscientifici sull’impatto negativo del salario minimo sull’economia ticinese.

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