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Abusava di due bambine e le filmava di nascosto: «Ora seguo Dio»

Le vittime dell'uomo, un 61enne residente nel Luganese, erano sue parenti. In aula l'imputato si è detto pentito ma ha fornito dichiarazioni confuse e contrastanti.
Abusava di due bambine e le filmava di nascosto: «Ora seguo Dio»
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Abusava di due bambine e le filmava di nascosto: «Ora seguo Dio»
Le vittime dell'uomo, un 61enne residente nel Luganese, erano sue parenti. In aula l'imputato si è detto pentito ma ha fornito dichiarazioni confuse e contrastanti.

LUGANO - Avrebbe palpeggiato due bambine nelle parti intime, le avrebbe filmate di nascosto con il telefono e si sarebbe esposto ripetutamente a una di loro mentre si masturbava il 61enne svizzero residente nel Luganese oggi a processo alle Assise criminali di Lugano.

L'uomo, in gran parte reo confesso, avrebbe agito a partire dal 2012 fino al suo arresto, avvenuto nel 2023. Le due vittime avevano rispettivamente tra gli 8 e i 12 anni e tra i 12 e i 13 anni.

«Ho sbagliato»
In aula il 61enne, che ha un legame di parentela con le bambine, si è dichiarato pentito. «Sono cambiato. Oggi seguo Dio e so che ho sbagliato».

E, parlando del trattamento psichiatrico ambulatoriale seguito dopo i quattro mesi di carcere preventivo: «Mi ha aiutato tanto, mi ha fatto riflettere e meglio comprendere i miei errori».

Tanta confusione e dichiarazioni contrastanti
Venendo ai fatti e alle tempistiche, però, le dichiarazioni dell'imputato si sono fatte sempre più confuse e contrastanti e la fase di interrogatorio è risultata fin da subito travagliata.

«Riguardavo i filmati e mi masturbavo»
«Quando ha iniziato a filmare donne e ragazze, di nascosto, nelle loro parti intime?», ha chiesto il giudice Curzio Guscetti. «Nel 2018», ha inizialmente dichiarato l'uomo. «Non so spiegarmi perché ho iniziato farlo. Tenevo i filmati e li riguardavo a scopo sessuale, per masturbarmi».

«Nel 2023 però lei aveva dichiarato che aveva iniziato a fare questi filmati dieci anni prima», gli ha contestato Guscetti.

«Durante gli interrogatori ero sotto pressione e non capivo niente», ha risposto il 61enne. «In quel periodo non ho corretto le mie dichiarazioni perché non ci avevo più pensato, avevo tante cose in testa».

La procuratrice pubblica Anna Fumagalli, però, ha voluto andare fino in fondo. «Anche durante le audizioni che si sono svolte davanti alla perita psichiatrica lei aveva ribadito che erano circa dieci anni che faceva questi filmati».

E il 61enne, alla fine, ha mollato la presa. «Sì, lo ritengo corretto. È vero che era da dieci anni che facevo questi video, a partire dal 2013».

I capi d'imputazione
L'imputato deve rispondere di una lunga serie di ipotesi di reato. Tra le principali citiamo atti sessuali con fanciulli ripetuti consumati e tentati, ripetuta coazione, pornografia consumata e tentata, violazione della sfera segreta o privata mediante apparecchi di presa d'immagini ripetuta e frode fiscale ripetuta.

L'interrogatorio proseguirà nel pomeriggio, entrando nel vivo dei fatti.

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