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CHIASSOLa solitudine dei ragazzini ticinesi: alcol e droga in aumento

13.10.22 - 18:04
Lo dicono i numeri comunicati da Telefono Sos Infanzia di Chiasso. La volontaria: «Teniamo le antenne dritte».
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La solitudine dei ragazzini ticinesi: alcol e droga in aumento
Lo dicono i numeri comunicati da Telefono Sos Infanzia di Chiasso. La volontaria: «Teniamo le antenne dritte».

CHIASSO - L’ascolto e i volontari. Sono i due organi vitali di “Telefono sos infanzia" di Chiasso. Per dirla con le parole del coordinatore Paolo Frangi, «il cuore e il polmone» dell’associazione.
Questo pomeriggio, la realtà attiva dal 1988 nel campo della prevenzione del maltrattamento minorile e del malessere sociale ha fornito un piccolo affresco delle attività compiute in questi due anni.

Nel biennio, i casi e le telefonate indirizzate allo 0916823333 sono cresciuti. In particolare, preoccupano le chiamate effettuate dalle famiglie per il consumo di droga e alcol da parte dei loro figli minorenni. Il motivo? Difficile dirlo. Di sicuro, ha contribuito la solitudine patita dai più piccoli durante la pandemia. Nello specifico, nel 2020 sono stati 33 i casi, di cui 27 in Ticino. Sono arrivate chiamate anche dall’Italia e da altri cantoni. A segnalare sono stati in grande parte i vicini, al secondo posto la famiglia. I problemi hanno riguardato soprattutto il maltrattamento psicologico e la droga.  Nel 2021, invece, i casi sono stati 31, cui ne vanno aggiunti 17 riguardanti le sostanze stupefacenti (con procedimenti già in corso). 

«Bisogna tenere le antenne dritte - spiega la storica volontaria Tina Mantovani - Chi ci telefona, di solito, è un adulto che ha assistito a casi di maltrattamento. Oppure, sono persone in passato vittima di violenza. Magari oggi sono genitori, sentono una disperazione dentro e si rendono conto della necessità di sistemare il loro disordine interiore». A contattare l’associazione sono anche i minori. «Tutti sanno - continua - che, con noi, sono liberi di raccontare le proprie emozioni». Per molti, la telefonata all’associazione è il primo passo, l’avvio di un percorso. «Da parte nostra - continua la signora - attiviamo un meccanismo d’intervento affidabile e discreto. Li ascoltiamo col cuore, dicendo loro quanto sia importante chiedere aiuto, rivolgendosi ai servizi cantonali. Il volontario viene formato e preparato, pur non sentendosi o ponendosi mai come uno specialista».

A questo proposito, la realtà di Chiasso ha costruito reti proprio con i servizi, le istituzioni e con altre realtà (per esempio la Sorgente) chiamate in causa quando i casi sono particolari e complessi. Un aspetto molto importante riguarda il premio Federico Mari, uno dei fondatori, morto nel 2014. A seguito di una donazione, una volta l’anno, in occasione della giornata dedicata ai diritti del fanciullo, viene consegnato un riconoscimento in denaro ai progetti più meritevoli. Quest’anno sarà il 19 novembre: eccezionalmente, chi è interessato può presentare le proprie proposte entro il 10 novembre. Una particolare attenzione verrà riservata alle associazioni che svolgono le loro attività in forma di volontariato e che si trovano a beneficio dell’esenzione fiscale.

L’associazione ha aperto la propria sede di via Puccini a varie iniziative, per esempio il centro diurno per giovani in difficoltà (progetto “Treebù”, aiutato anche dalla “Catena di solidarietà”, di cui sono responsabili Sonia Zanetti e Simona Gaggini) e le lezioni di pianoforte (tenute da Max Onorari) gratuite destinate ai giovani meno abbienti. Inoltre, la realtà di Chiasso sostiene cinque adozioni a distanza in Togo e un negozio di scambio e vendita di abiti usati collocato a Tesserete. Per maggiori informazioni, si può visitare il sito.

COMMENTI
 

Sarà 1 anno fa su tio
Centinaia di interventi ogni anno per violenza domestica, anche quando la violenza non è sui figli questi sono presenti e sono costretti ad assistere a cose che non possono non lasciare il segno.

coluicheguarda 1 anno fa su tio
Sono sicuro che con il prossimo lockdown le cose andranno meglio. 😅😂😂😂 Sacrifichiamo il nostro futuro e quello delle nostre famiglie per la categoria a rischio…

MaryOne89 1 anno fa su tio
E non solo gli adolescenti, in un mondo pieno persone che giudicano per ogni minima cosa che fai, nel 2022 non ci si meraviglia che una persona cerca conforto in una cosa che non giudica.

Evry 1 anno fa su tio
Dite grazie ai loro genitori..., ma se già loro lo sono...., educare i bambini, nel senso giusto e con soprattutto amore! per certi genitori e un tabu e troppo scomodo, perché hanno altre priorità ! tante starnazzate ! Il successo lo si deve cercare, certo non nel alcol o nei stupefacenti e con il telefonino! Non vi chiedete perché soprattutto nel nostro cantone ci sono tanti frontalieri? Ma certo giovano vogliono prendere lo stipendio senza fare nulla !!!! vergogna Quei giovani, miglioro di noi per l'impegno dei GENITORI, non stanno per le strade strade, ma.. !!!!! Auguri, cmq per ciò, la società non è responsabile!!

Sarà 1 anno fa su tio
Che commenti delcavolo , solo stereotipi. Quel che avevano di meglio i giovani di una volta era il futuro, quelli di oggi hanno solo incertezza. E il mondo di oggi l'hanno ereditato da noi. La frase "Ai nostri tempi era meglio" la dicevano già i nostri avi... Durante il covid ci siamo preoccupati degli anziani ma nessuno ha pensato ai ragazzini e ai giovani se non per inviare la polizia quando organizzavano un ritrovo. L'articolo parla di maltrattamenti, e chi maltratta e l'adulto. La droga non è purtroppo un problema di oggi ma è decennale, ricordo la scena aperta al Platzspitz di Zurigo, chiusa quasi 30 anni fa e i morti per droga e AIDS a partire dagli anni 80... 40 anni fa ero più che adolescente e non è che tra i giovani non girava droga e alcol e che non c'erano risse alle feste campestri e ai carnevali. Quello che non c'era fino a relativamente pochi anni fa era la possibilità per un bambino o un ragazzo di denunciare maltrattamenti da parte dei genitori e dei docenti, che in parte erano culturalmente accettati e che probabilmente hanno fatto si che oggi abbiamo dei genitori che a loro volta maltrattano i figli. E poi non generalizziamo, ragazzi come quelli della Rotonda di Locarno sono per fortuna una piccola minoranza, gli altri vorrebbero divertirsi ma hanno sempre la polizia alle costole e cittadini insofferenti che si sono dimenticati di essere stati giovani che la allertano al primo rumorino.

F/A-19 1 anno fa su tio
Risposta a Sarà
Commento perfetto. Basta vedere come la città di Lugano ha trattato i nostri giovani alternativi, in piena illegalità gli ha distrutto la loro sede e li ha presi a manganellate su alla stazione trascinandoli per terra tirandoli anche per i capelli. Le nostre autorità però stendono i tappeti rossi e riempiono i nostri paesi di gente con la grana, li tutto bene anche se si sa benissimo che tanti di questi sono personaggi di cui dovremmo interrogarci circa la provenienza dei loro capitali ma stiamo tranquilli che nessun controllo verrà fatto, anzi. Ma oramai il danno è fatto, già questi ospiti danarosi si sono ben integrati da noi e sono in forte espansione, nelle loro nuove attività poi reclutano i loro fidati picciotti, anche da questi fenomeni si ottiene l’aumento dei frontalieri a danno dei nostri giovani ticinesi.

cle72 1 anno fa su tio
Risposta a Sarà
La possibilità di denunciare c'è sempre stata. La differenza che tanti genitori d'oggi lasciano troppa libertà e pretendono che tutti lascino liberi i propri figli. Quante discussioni perché um maestro o professore ha osato riprendere il proprio figlio? o riporto la scandalosa reazione, quando il direttore scuole di Besso ha vieato I telefonini e l abbigliamento non consono alla scuola, pance e mutande di fuori ecc. L'incertezza del futuro c'era anche nei tempi che scrivi tu, come anche l alcol e le droghe. Ma non c'erano i cellulari. Con gli amici ci si divertiva, ci si parlava, ci si confrontava. Se litigavi con un compagno a scuola finiva li e tutti a casa. Oggi non è così, puoi essere raggiunto, bullizzato in ogni momento se non spegni il cellulare. L ho vissuto con mia figlia, la quale fino alle scuole superiori non ha avuto il cellulare e per il primo anno lo poteva usare solo fino alla 21.00 quante volte l ho vista arrabbiarsi per messaggi. Parlando ho capito quello che succedeva, le ho detto di bloccare la persona o spegnere il cellulare. La risposta dopo e peggio. Pf con lei abbiamo parlato molto, l abbiamo sostenuta, incoraggiata e le abbiamo fatto capire che la vita deve essere affrontata nella realtà, non dietro ad uno schermo. Ora è una giovane adulta alla quale piace confrontarsi e usa il cellulare il minimo indispensabile. Ma il dialogo e l'ascolto da parte nostra l ha aiutata, quello che spesso manca tra figli e genitori. Se i miei discorsi sono del cavolo, grazie ne vado fiero. Ma vedo il risultato in mia figlia e sono sereno con me stesso. Ho fatto e abbiamo fatto un bel lavoro. Mi tengo I cavoli🤣😅😂

Princi 1 anno fa su tio
e per fortuna dovrebbero essere i nostri eredi !!!! vöia da fann saltöm adoss

Elisa_S 1 anno fa su tio
I giovani d oggi non sanno annoiarsi...togli il telefonino, togli la TV , togli il divertimento. Le sane risate e il sano divertimento sempre più rari. Per troppi il divertimento va di pari passo con lo sballo e la provocazione o peggio

Güglielmo 1 anno fa su tio
oohhh poooriii come mi dispiace... magari nel telefonino trovano la.soluzione...

Afrodita 1 anno fa su tio
E non solo i ragazzi vedo tutto tipo di gente sola no ci sono posti x fare qualcos'altro solo bere e farsi di qualcosa È ancora peggio anche per le persone vhe non bebiamo nemmeno faciamo altro Manca divertimiento valare posti dove divertirsi e no distruggere la salute Bisogna fare divertire anche l'anima

Aka05 1 anno fa su tio
Risposta a Afrodita
In parte sono d’accordo con te, per quel che ho capito…

cle72 1 anno fa su tio
Risposta a Afrodita
Finché si passa il tempo libero con la faccia nei cellulari, non vedo possibilità di miglioramento. Oggi passi davanti alle fermate dei bus, o usi un mezzo di trasporto pubblico, la maggior parte delle persone hanno la testa bassa con lo sguardo sul cellulare o peggio con le cuffie nelle orecchie. Tutti nei loro mondi, distaccati dalla realtà, nessuno si parla, nessuno si confronta. E questo ahimè succede anche tra le mura di casa. Anche lingua italiana cambia, basta sentire le nuove canzoni, sentire molti giovani e a volte adulti. Sentire un adulto dire "tanta roba" o ciao zio o cose simili, mi fa accapponare la pelle. Il mondo cambia, ma in peggio, una volta c'era l'evoluzione ora si pensa che con gli smartphone, I monopattini elettrici, ecc si stia avanzando, ma la realtà è che l'umanità sta peggiorando e non si evolve, si tralasciano gli aspetti più importanti. Dialogo, ascolto e aiuto al prossimo. L'empatia, manca questa. Ognuno pensa a se, senza pensare alle possibile conseguenze che tali comportamenti possono portare. E accorgersene quando è troppo tardi.

Geni986 1 anno fa su tio
Risposta a cle72
Grazie per il suo commento! Qualcuno che mi aiuta a distribuire semi di consapevolezza... Oso aggiungere che, ad aver voglia di fare, di passatempi ce ne sono, nell'abbondante verde che abbiamo la fortuna di avere. Chiaro che questo passatempi non sono purtroppo ormai più considerati "divertimenti". Occorre ripromuovere orti, giardini e boschi come luoghi di divertimento (che vuol poi dire distogliersi dall'occupazione principale quotidiana). E se ci si rimbocca le maniche lì si arriva stanchi al calar del sole e non si ha più nessuna voglia di tirar tardi...
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