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CANTONE / CONFINE
16.11.2021 - 11:540
Aggiornamento : 18:44

'Ndrangheta, dalla Calabria a San Gallo passando dal Ticino

Rispondeva ai vertici della cosca Molè anche il soggetto arrestato nel nostro cantone.

E San Gallo si conferma vera e propria base logistica dell'organizzazione criminale ben ramificata anche nel Comasco.

LUGANO - Tutto è iniziato con un procedimento penale, nel canton San Gallo, per reati legati alla droga. L'inchiesta ha però permesso di rilevare un evidente contesto di criminalità che oltrepassava i confini cantonali e persino da quelli nazionali.

Ramificazioni della 'ndrangheta - È emerso che in Italia erano in corso procedimenti penali collegati, e condotti da diverse Procure distrettuali antimafia, in particolare dalle Procure della Repubblica presso i Tribunali di Milano, di Reggio Calabria e di Firenze, Direzioni Distrettuali Antimafia. Insomma, l'ennesimo caso di ramificazioni della 'ndrangheta in Svizzera. E anche in Ticino.

Sono così partite indagini transnazionali che hanno visto coinvolte non solo la Polizia cantonale di San Gallo e la fedpol, ma anche le Polizie cantonali dei seguenti cantoni: Zurigo, Ticino, Svitto, Soletta, Lucerna, Argovia, Turgovia e Uri. In Italia le ricerche sono state condotte dalla Polizia di Stato, dalla Squadra mobile di Milano, dalla Guardia di Finanza, dal Nucleo di Polizia Economico – Finanziaria di Como e dal Gruppo Carabinieri Gioia Tauro. L’obiettivo comune era l’identificazione degli appartenenti alla struttura criminale di tipo mafioso, nonché l’identificazione delle sue finalità criminose e delle sue dinamiche operative.

Gli arresti - Gli accertamenti effettuati hanno portato a due arresti nei Grigioni, uno in Ticino, due nel canton San Gallo e uno nel canton Zurigo. I soggetti in questione, avrebbero commesso attività criminose riconducibili a clan di stampo ‘ndranghetistico, tanto in Svizzera che in Italia.

I rapporti con i clan nel Comasco - Inoltre sono emersi rapporti stretti tra gli imputati in Svizzera e altri Clan attivi nel territorio di Como, i quali sono oggetto dell’inchiesta condotta dalla Procura di Milano. È venuta alla luce l’esistenza di interessi di natura criminale da parte delle famiglie calabresi indagate dalla Procura di Milano anche oltre il confine italiano, e in specie su territorio elvetico. I soggetti operanti nella Confederazione sono risultati direttamente dipendenti dalle articolazioni di vertice della ‘ndrangheta operanti nei territori di origine.

In Svizzera è in particolare stata appurata un’attività legata al traffico internazionale di stupefacenti, attività che vedeva sempre coinvolti soggetti operanti in Italia nonchè attività connesse realizzate in Italia.

I 54 fermi in Lombardia - Proprio in Italia, dalle prime ore dell’alba, le Autorità stanno eseguendo 54 provvedimenti di fermo. Le indagini svolte in parallelo con quelle in Svizzera, hanno permesso di ricostruire quindici anni di presenza della ‘ndrangheta nel territorio a cavallo tra le province di Como e Varese, evidenziandone la vocazione sempre più imprenditoriale e svelandone le modalità di mimetizzazione e compenetrazione con il tessuto economico-legale.

La cosca Molè - Si tratta di persone di origine calabrese provenienti dalla piana di Gioia Tauro, presunti appartenenti alla cosca Molè, che, avvalendosi della forza di intimidazione e della condizione di assoggettamento e omertà che ne è derivata, hanno, in un primo periodo, posto in essere, in modo stabile e continuativo, una serie indeterminata di delitti di estorsione, usura, bancarotta fraudolenta, frode fiscale e corruzione, costringendo gli imprenditori lombardi al pagamento di ingenti somme di denaro per poi acquisire la totale gestione e controllo di attività economiche.

Usura in Italia, spaccio in Svizzera - Accanto a questa ‘ndrangheta 2.0 Società Per Affari, mai abbandonato appare anche l’interesse per il traffico di stupefacenti, nell’ambito del quale sono chiaramente emerse le mire espansionistiche verso la Svizzera e, in particolare, verso il Cantone San Gallo divenuto una vera e propria base logistica per alcuni dei soggetti indagati che vi si sono stabilmente insediati, dedicandosi prevalentemente ai traffici di sostanza stupefacente proveniente dall’Italia, provvedendo, nel contempo, a radicarsi e ramificarsi allo scopo di costituire in loco nuove strutture territoriali di ‘ndrangheta.

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