tio/20minuti - Davide Giordano
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13.11.2019 - 17:340
Aggiornamento : 14.11.2019 - 09:18

La lettera della vittima in aula: «Non sono più tua figlia. Addio, papà».

Maria Galliani, legale della giovane abusata dalla "coppia horror" del Bellinzonese, racconta il presente della sua assistita: «A 17 anni si è ritrovata sola. Ora sta lottando»

di Redazione
PM

LUGANO – «Non avevo mai visto una ragazza in quelle condizioni. Ma sta lottando. Ha ancora incubi». È la vita attuale della ragazza abusata dai suoi genitori, in particolare dal padre, nel Bellinzonese. A raccontarlo, nel processo in corso a Lugano, è la sua legale, Maria Galliani. «È stata annientata in quanto figlia e in quanto persona».

Senza punti di riferimento – Galliani se la prende con entrambi i genitori. «Nemmeno la mamma è stata protettiva nei confronti della ragazza. Che non capisce più cosa è normale e cosa non è normale. Dopo l'arresto dei genitori, nel 2016, il fratello non la cerca più. All'età di 17 anni si è trovata da sola, senza punti di riferimento. I suoi genitori dovrebbero finalmente rendersi conto di quello che hanno fatto ai figli. La mia assistita non capisce perché il papà continui a negare di avere avuto rapporti sessuali completi con lei».

Il narcisista che voleva controllare tutto – Galliani torna alla data del 14 luglio del 2013. La ragazza aveva 14 anni. «È il giorno in cui suo padre ha avuto il primo rapporto sessuale completo con lei. La mia assistita non si è inventata nulla. Si ricorda che alla fine si è messa il reggiseno al rovescio. È un dettaglio che non si piazza in un racconto inventato. Il profilo del padre è quello di un narcisista, che voleva avere il controllo su tutto. Anche sulla verginità della figlia. A un certo punto, dopo quel 14 luglio, il padre ha escluso la moglie dai rapporti a tre. Ci sarà un motivo». 

Un'escalation con una logica contorta – Dal 2002 al 2013, e oltre. All'inizio i figli assistevano ai rapporti sessuali tra genitori. Poi ci sono state le foto. Poi sono stati coinvolti "più attivamente", con toccamenti vari. «Infine, la figlia, fattasi bella, è diventata oggetto esclusivo del padre. E la madre è stata messa da parte. Un'escalation che secondo il padre aveva una sua logica contorta. A giudicare dal materiale fotografico e video che è stato trovato a casa di queste persone non ci sono dubbi su come sono andati i fatti. La ragazza è stata ripetutamente violentata dal padre».

Domanda inquietante – L'avvocatessa riprende: «Un giorno la mia assistita mi ha detto: vorrei sapere se veramente mi hanno desiderata, o se sono stata frutto di "una scopata e via". Vorrei sapere se mi hanno voluto un po' di bene. Non capisco perché mi hanno fatto tutto questo». Galliani chiede, come già fatto da Stefano Pizzola, legale del figlio, che la pena richiesta dalla procuratrice pubblica Marisa Alfier venga confermata dalla Corte presieduta dal giudice Amos Pagnamenta. Vale a dire 15 anni di carcere per il padre e 14 anni e 6 mesi per la madre. 

Un profondo senso di tradimento – «Questi genitori non hanno avuto scrupoli – tuona Galliani –. La loro colpa è gravissima. Anche quella della madre. Ha meno capi d'accusa del marito. Ma nell'immaginario collettivo, una mamma dovrebbe proteggere i figli. Lei non lo ha fatto. La mia assistita oggi vive un profondo senso di tradimento da parte della mamma. Amare un marito simile più dei propri figli non è umanamente concepibile. La ragazza mi ha consegnato una lettera e mi ha chiesto di leggerla in aula».

Stralci commoventi – Galliani si limita a leggere qualche stralcio. Rivolto al padre. «Per colpa tua ora io mi sento sporca e marcia dentro. Mi faccio mille docce per dimenticare. Perché hai dovuto farmi questo? Spero che tu non dorma sonni tranquilli. Sto conducendo una vita insopportabile. So che a te non tocca nulla di ciò che succede a me. Ti interessa solo di te stesso. Non sono più tua figlia. Addio papà». Parole un po' più dolci per la mamma. «Ti aspetterò». 

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