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NOVAGGIO
14.03.2019 - 11:330
Aggiornamento : 14:47

A fare il botto in tre: rubate alcune decine di migliaia di franchi

Nuovi dettagli sul bancomat esploso stanotte. I malviventi hanno rubato un'auto poi ritrovata in zona. Il portavoce Raiffeisen parla delle contromisure: «Equilibrate per non danneggiare la clientela»

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NOVAGGIO - Hanno agito in tre persone. E si sono spostati a bordo di un’auto rubata in zona e ritrovata in zona. Si mettono a fuoco i contorni del colpo avvenuto questa notte ai danni del bancomat di Novaggio. Un colpo col botto, ma non altrettanto il bottino: i malviventi si sarebbero impossessati di alcune decine di migliaia di franchi. Il rifornimento che la banca Raiffeisen aveva messo in pancia all’apparecchio per la clientela notturna.

Stesse modalità - L’ora fatidica per il botto è quasi sempre la stessa: tra le 2 e le 3 di notte. E non è un fenomeno tutto ticinese. L’ultimo caso, solo pochi giorni fa, a Puplinge nel canton Ginevra, mentre a febbraio sono stati fatti esplodere i bancomat a Schönenbuch (Basilea Campagna) e Alle (canton Giura). Stesso orario, e stessa banca: la Raiffeisen ed è quasi inevitabile poiché la cooperativa è quella che fa della ramificazione sul territorio (anche nelle zone più periferiche) una propria caratteristica.

Il terzo colpo in pochi mesi - In Ticino, con Novaggio, è il terzo caso: dopo i colpi a Coldrerio, il 23 novembre, con bottino stimato tra 200 e 300 mila franchi e ad Arzo, il 30 novembre. Un quarto colpo, nella notte del 6 febbraio all’interno del supermercato Migros di Taverne, presenta caratteristiche differenti: vetrata esterna infranta e banconote macchiate dallo speciale inchiostro verde rilasciato dall'apparecchio forzato dai ladri.

Le contromisure - Coloranti a parte, contro le bande dell’esplosivo ci si arma anche in modo drastico, come ricorda Gian Luca Cantarelli, addetto stampa di Raiffeisen Svizzera: «Le banche Raiffeisen del Mendrisiotto hanno adottato la contromisura per cui nelle ore notturne, e in alcuni momenti del fine settimana, non vengono lasciate banconote all’interno dei bancomat. Ma è la singola banca che sa cosa provoca la chiusura notturna in base all’utilizzo esistente».

Il danno è il vero problema - Come dire, anche nelle contromisure ci vuole misura, per non danneggiare la clientela abituata a rifornire il proprio portafoglio 24 ore su 24. Dopodiché per le banche, «che sono assicurate - precisa il portavoce - il vero problema resta il danno materiale che per un certo periodo rende inagibile il servizio con disagi nei confronti dell’utenza e del personale stesso della banca». Sebbene la vulnerabilità dei bancomat (soprattutto nelle zone discoste) pare ormai un dato di fatto, gli istituti presi di mira sono alla costante ricerca di contromosse: «C’è un gruppo di coordinamento, non solo della Banca Raiffeisen, ma di tutti i responsabili della sicurezza delle varie banche che si aggiornano in base a nuove soluzioni e tecnologie da adottare...» dice Cantarelli.

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