FFS Cargo, assemblea pubblica contro tagli e chiusure

Le alternative alla dismissione del deposito dei macchinisti verranno discusse martedì 19 maggio al Cinema Teatro di Chiasso
CHIASSO - Un appello contro lo smantellamento di FFS Cargo in Ticino e la perdita di posti di lavoro nel settore ferroviario. Il Comitato NO allo Smantellamento di FFS Cargo in Ticino ha convocato un’assemblea pubblica alle 20:30 di martedì 19 maggio al Cinema Teatro di Chiasso per discutere alternative alla chiusura del deposito dei macchinisti e coordinare l’opposizione al disimpegno delle Ferrovie federali nel cantone.
Nonostante le mobilitazioni dello scorso anno e la contrarietà di Governo cantonale, Gran Consiglio, Comuni, associazioni, partiti e sindacati, le FFS presenteranno un nuovo piano di tagli. «La politica liberista che noi tutti ben conosciamo continua a operare per portare avanti la privatizzazione di sempre più prestazioni ferroviarie a favore di imprese private e trasporto su gomma, creando danni irreparabili per il nostro tessuto economico, per le condizioni di lavoro di colleghe e colleghi, per l’ambiente e la vivibilità del nostro cantone», si legge nel comunicato.
Il Comitato ricorda la stima di un disimpegno del 15-20% dei posti di lavoro a Chiasso, ritenendo la chiusura del deposito una conferma di questa tendenza. L’assemblea metterà al centro lavoratrici e lavoratori e le possibili alternative.
Nel comunicato si descrivono inoltre i cambiamenti nel settore: «L’Officina di Bellinzona non si è spostata a Castione: si è spostata a Cadenazzo, a Lugano Vedeggio, si è spostata col collega di Immobili che fino a poco tempo fa si occupava della manutenzione di tutte le 34 stazioni ticinesi e ora ne mantiene solo 2, si è spostata con il pulitore interinale a cui il contratto non è stato rinnovato perché le FFS hanno deciso di dimezzare la pulizia dei treni, si è spostata col macchinista di Cargo International che vede colleghi italiani portare i treni fino ad Arth-Goldau, si è spostata coi giovani macchinisti che sono costretti a trasferirsi a Zurigo o Basilea dove si stenta a trovare manodopera, si è spostata coi controllori che vedono crearsi nuove funzioni con mansionari parzialmente identici ma con stipendi minori del 9%, si è spostata con i macchinisti che vedono ridurre del 5% i propri volumi di lavoro a favore dei colleghi di TILO».
«L’Officina di Bellinzona domani sarà a Chiasso, e l’Associazione Giù le Mani sarà lì con i colleghi», conclude il Comitato.



