Un'app contro la depressione, e la cassa malati paga: «Può essere utile, ma non sostituisca la terapia»

Dal primo luglio l'app tedesca Deprexis potrà essere prescritta come un farmaco (e rimborsata). Malgrado il potenziale, corroborato dagli studi, le incognite sono ancora molte.
SAVOSA - Un'applicazione per dispositivi mobile o laptop, come strumento ulteriore per affrontare quel tortuoso viaggio per uscire dalla depressione.
Non un applicativo qualunque, però: un vero e proprio dispositivo medico, approvato dall'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), che potrà anche essere rimborsato dall'assicurazione malattia. Si tratta di Deprexis, della tedesca GAIA, che da qualche tempo è già in uso in diversi Paesi.
Una novità, che sarà in vigore a partire dal prossimo luglio, e che rischia di pesare ulteriormente su un settore - quello delle cure psicologico/psicoterapiche - oneroso e in crescita costante. Soprattutto in Ticino, dove nel 2025 (dati dell'Ufficio federale di statistica) il numero di casi è aumentato in media del 12,5% (con picchi trimestrali attorno al +17%). Quanto? È ancora difficile dirlo.
In Svizzera? «C'è interesse», ma in Ticino...
Stando alla stessa Deprexis, in Svizzera l'interesse sarebbe aumentato, con un picco di richieste nelle ultime settimane. Un interesse che, ribadisce l'azienda, è «osservabile nella comunità medica svizzera da alcuni anni, con molti contatti agli eventi di settore in Germania».
In Ticino, almeno secondo Gabriele Barone, psicologo e psicoterapeuta del Servizio di psicologia dell'OSC, l'interesse è ancora non misurabile: «Personalmente non conosco nessuno che abbia pensato, o stia pensando, di rilasciare prescrizioni in questo senso. Al momento, va detto, la situazione non è ancora chiarissima: non si sa se basteranno prescrizioni specifiche - quindi apposite per l'app - o se le prescrizioni generiche per la psicoterapia copriranno anche questa tipologia “ibrida” di terapia. Ci manca ancora una comunicazione ufficiale da parte delle casse malati».
Un app medica che un costo ce l'ha
Un'altra questione che resta in sospeso è quella del prezzo. Anche se si tratta di un'app, non bisogna pensare a un abbonamento in stile streaming da poche decine di franchi. Si parla di costi di 300 euro per tre mesi di abbonamento. In un anno, quindi, si arriverebbe a spendere circa 1'200 euro.
Quali saranno le tariffe in franchi svizzeri? Non è ancora chiaro: «Siamo attualmente ancora in fase di coordinamento con l’Ufficio federale della sanità pubblica per definire un modello di prezzo che rifletta sia l’elevata qualità scientifica di deprexis, sia un accesso il più possibile semplice per le persone interessate», afferma Stan Sugarman, Chief Commercial Officer di GAIA. Al di là di queste incertezze è però ipotizzabile che il costo in valuta elvetica non sarà molto distante.
Ma come si giustifica un prezzo del genere? «Si tratta di un dispositivo con un'efficacia clinica comprovata da diversi studi», spiega Deprexis, «i pazienti e le pazienti ottengono un accesso immediato, indipendente dal luogo, a una terapia altamente adattiva e personalizzata, senza tempi di attesa. In questo modo deprexis contribuisce a colmare efficacemente le lacune dell’assistenza nel sistema sanitario svizzero». Da considerare, inoltre, «la necessità di un continuo investimento per lo sviluppo tecnologico e per garantire i più elevati standard svizzeri di sicurezza e protezione dati».
«Da sola non basta»
Affidarsi a uno schermo, per affrontare un disturbo complesso e tendenzialmente isolante come la depressione, non rischia di essere un boomerang?
Non secondo GAIA: «Per quanto riguarda i risultati degli studi, per la Svizzera è particolarmente interessante valutare in che misura deprexis, come elemento aggiuntivo alla terapia ambulatoriale, produca un effetto positivo. A tal fine è stato condotto uno studio randomizzato guidato dai professori svizzeri Prof. Dr. Thomas Berger (Università di Berna) e Prof. Dr. Andreas Maercker (Università di Zurigo), in collaborazione con l’Associazione tedesca degli psicoterapeuti», spiega.
«I risultati hanno mostrato che dopo 12 settimane, i sintomi depressivi erano migliorati nei pazienti che avevano ricevuto psicoterapia ambulatoriale. Tuttavia, l’entità del miglioramento era circa doppia nei pazienti che avevano ricevuto anche l'app rispetto a quelli trattati solo con psicoterapia ambulatoriale, si tratta di un effetto statisticamente significativo e clinicamente rilevante. I risultati dimostrano quindi che deprexis, come elemento aggiuntivo nella psicoterapia ambulatoriale, può contribuire in molti pazienti a una guarigione più rapida e più marcata». ci conferma l'azienda.
«Personalmente sono favorevole all'integrazione della tecnologia all'interno delle terapie. Ma sia ben chiaro che questa va affiancata a una terapia completa con uno psicoterapeuta, e non deve sostituirla. La criticità con questo tipo di strumenti, infatti, è che quando il disturbo diventa più complesso è necessaria una rete di supporto. Questo proprio per la sintomatologia tipica della depressione, che porta all'isolamento e a ridurre il contatto sociale», conclude invece Barone.



