Bullismo e cyberbullismo: le dritte della Polizia Città di Lugano

Conclusa la campagna "(Cyber)sbullo" realizzata con l'Istituto scolastico della Città di Lugano. Quattrocentotrenta le allieve e gli allievi coinvolti.
LUGANO - Bullismo e cyberbullismo, con i loro effetti dannosi. Sono stati i temi della campagna di prevenzione “(CYBER)SBULLO” voluta da Polizia Città di Lugano e l'Istituto scolastico della Città di Lugano. Gli incontri, tenuti durante il mese di gennaio, hanno convolto 430 allieve e allievi di quarta elementare, suddivisi in 25 classi. I giovani studenti hanno potuto ascoltare le parole degli agenti e i loro suggerimenti (una serata informativa rivolta ai genitori si era svolta il 18 novembre scorso).
«Un ampio capitolo è stato dedicato al tema dei pericoli in rete e sono stati offerti i consigli per proteggersi dai rischi che si possono incontrare navigando nella rete e utilizzando i social network» si legge in una nota della polizia cittadina.
Lo scopo della campagna «è stato quello di fornire gli strumenti per riconoscere e proteggersi dai potenziali pericoli dovuti a episodi di bullismo e cyberbullismo, come anche far riconoscere al più presto agli oramai "nativi digitali" l'importanza della protezione dei propri dati personali, visti i rischi ricorrenti quando foto e selfie sono caricati sui social network».
Le due ore di lezione programmate «hanno pure permesso ai giovani di porre numerose domande, a dimostrazione di una grande partecipazione e attenzione ai problemi che si incontrano online» viene riferito. È emerso il ruolo fondamentale che assume la figura genitoriale in questo ambito. «Ai genitori, infatti, consegnando ai ragazzi telefonini e tablet, spetta di sostenere i propri figli nell’acquisizione di competenze mediali e a incoraggiarli a confidarsi con loro soprattutto se dovessero sentirsi vittima di mobbing o bullismo nei media sociali o se notassero che altre persone sono oggetto di mobbing o bullismo» viene spiegato. Per i genitori - fanno presente dalla polizia - «è importante osservare eventuali cambiamenti di comportamento nei propri figli e, se dovessero constatare un coinvolgimento in attacchi, anche in questo caso dovrebbero reagire, raccogliendo le prove degli attacchi di cybermobbing o cyberbullismo, stampando le schermate (print screen) di pagine web, salvando i dialoghi in chat, gli SMS, i nomi utenti e informazioni analoghe». I genitori - ricordano gli organizzatori della campagna - «non devono temere di affrontare il tema del cybermobbing o del cyberbullismo, anche se non sono tanto pratici di laptop, tablet e smartphone». Si ricorda che il sito della Prevenzione svizzera della criminalità offre utili informazioni a loro in questa materia, come anche ai figli.



