Carceri sovraffollate, «serve un'inversione di rotta»

Il sindacato VPOD sollecita il Cantone: «Urgono soluzioni per il personale e per le garanzie di detenzione»
LUGANO - Quello delle carceri sovraffollate, come noto, è un problema serio, in Svizzera come in Ticino. Lo è per i detenuti e lo è, al contempo, anche per il personale delle strutture stesse. Personale che, come sottolinea oggi il sindacato VPOD, «si trova già particolarmente sotto pressione e confrontato con una professione delicata».
In una nota, in cui esprime solidarietà al personale delle strutture carcerarie, il sindacato chiede esplicitamente di prendere «decisioni che permettano di fronteggiare tempestivamente ed efficacemente l’emergenza, ma anche di intervenire in maniera più strutturale a favore delle condizioni di detenzione e di quelle lavorative». In altre parole, «investimenti coraggiosi», tanto a livello di organico quanto di strutture.
Per il VPOD, la situazione richiede, tout court, «un'inversione di rotta rispetto alla politica di riduzione della spesa pubblica, i cui effetti si riscontrano oggi nelle difficoltà a gestire il sovraffollamento». E in quest'ottica, il Cantone deve essere «in prima linea nel garantire servizi penitenziari adeguati, sicuri e sostenibili».
Negli scorsi giorni, l'Amministrazione cantonale ha riaperto il concorso per l'assunzione di nuovi agenti di custodia. Un «passaggio coerente e necessario», sottolinea oggi il sindacato che ha annunciato, anche per il 2026, l'intenzione di organizzare i corsi di preparazione alle prove per gli aspiranti agenti.



