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LUGANO

Decine di barche e 150 persone: ecco la grande "macchina" della sicurezza

Dai Barcaioli privati ai SUP: il sistema (quasi tutto volontari) consente ai partecipanti dell'evento di nuotare senza rischi.
Patrick Tempobono
Decine di barche e 150 persone: ecco la grande "macchina" della sicurezza
Dai Barcaioli privati ai SUP: il sistema (quasi tutto volontari) consente ai partecipanti dell'evento di nuotare senza rischi.
LUGANO - «È andata benissimo. C’è stato un solo ritiro per crampi: gli altri sono arrivati tutti senza problemi». Anche quest'anno, la traversata del lago, a Lugano, è stata una festa. A” vigilare” ...

LUGANO - «È andata benissimo. C’è stato un solo ritiro per crampi: gli altri sono arrivati tutti senza problemi». Anche quest'anno, la traversata del lago, a Lugano, è stata una festa.

A” vigilare” sugli oltre 700 partecipanti, come ogni volta, c’è stato un meccanismo perfettamente rodato composto da decine di imbarcazioni e circa 150 persone coinvolte. Patrick Tempobono, presidente della Salvataggio di Lugano e responsabile della sicurezza lago per la traversata, descrive la struttura di un sistema, in grado, ogni anno, di consentire lo svolgimento della manifestazione senza rischi per i partecipanti.

«Eravamo presenti con 36 barcaioli privati con a bordo nuotatori di salvataggio - racconta - Poi, c’erano 13 natanti di pronto intervento e forze dell’ordine, 19 kayakisti, 12 pedalò, 6 SUP, la novità di quest’anno, e 6 cani da salvataggio in acqua».

L’organizzazione parte lontano: i primi incontri, infatti, cominciano a febbraio. «Dev’essere sorvegliato tutto il tragitto, dalla partenza all’arrivo - aggiunge Tempobono - è interdetto ogni tipo di passaggio, compreso quello della navigazione. Vengono posizionate delle boe in grado d’essere punto di riferimento per chi sta nuotando». Il perimetro della traversata è diviso in dieci settori, cinque a nord e altrettanti a sud. Fra loro, le barche comunicano attraverso le radio.

Ogni anno la traversata è una bella festa anche perché il sistema impostato consente di vigilare affinché non succedano disgrazie. Del resto, col lago non si scherza e due chilometri e mezzo sono una bella distanza. «Le condizioni di oggi erano favorevoli - continua il responsabile - non c’erano onde, l’aria era calda con assenza di vento. Ma, casi di ipotermia sono successi: del resto, Caprino è meno esposta al sole e, generalmente, più fredda».

In conclusione, un ringraziamento speciale. «Ai barcaioli privati, kayakisti, SUP e pedalò che, a titolo volontario, hanno deciso di mettersi a disposizione: al giorno d’oggi non è così scontato. Non da ultimo, grazie anche a tutti gli enti di soccorso presenti».

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