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LOCARNO«Genitori disposti a mentire»

10.11.22 - 13:48
Maniere brusche in classe a Montagnola, al processo parla la difesa: «Così hanno denigrato il maestro sui media».
Ti-Press (archivio)
«Genitori disposti a mentire»
Maniere brusche in classe a Montagnola, al processo parla la difesa: «Così hanno denigrato il maestro sui media».

LOCARNO - Al processo d'appello nei confronti del maestro "all'antica" di Montagnola, in corso a Locarno, scocca l'ora dell'arringa della difesa del 66enne. In quella classe di terza elementare ci sono stati davvero maltrattamenti verso gli allievi? A prendere parola è l'avvocato Luisa Polli, che con Yasar Ravi rappresenta la difesa del docente. «È stata fatta una campagna mediatica virulenta e denigratoria. Si è esagerato nel riportare i fatti».

«È stata calcata la mano» – Polli insiste molto su come alcuni genitori avrebbero imbeccato la stampa. «Per vincere si è disposti a tutto. Anche a distorcere la realtà e a mentire. Prima però bisogna trovare degli alleati. La determinazione di una mamma in particolare l'ha portata a calcare la mano». La difesa prosegue: «È stato scelto di non procedere alle audizioni dei bambini. Si è deciso invece di affidarsi alle testimonianze indirette dei genitori».

«L'uso del condizionale è totalmente assente» – Yasar Ravi entra ancora più nei dettagli della vicenda. Ribadendo come, a suo modo di vedere, l'ambiente in quella classe fosse giocoso. Critiche invece verso la perizia delegata a uno specialista esterno. «Ci si è basati su certezze non ancora stabilite. Invece occorreva puntare su ipotesi di lavoro. L'uso del condizionale è totalmente assente». 

La richiesta di proscioglimento – Mentre l'avvocato delle famiglie coinvolte, Isabel Schweri, aveva chiesto la conferma della pena pronunciata dalla pretura penale di Bellinzona, Ravi chiede l'assoluzione completa del suo assistito. «Deve essere prosciolto perché lui determinati reati non li ha commessi». 

La replica del legale delle famiglie – L'avvocato Isabel Schweri, legale delle famiglie, replica: «Vi chiederei di chiudere un attimino gli occhi. Di tornare a quando avevate otto anni. È l'inizio dell'anno scolastico. Vi trovate di fronte un nuovo maestro che urla e che ha maniere brusche. Chiedetevi come l'avreste vissuto... Il maestro faceva ridere? Chiaramente era uno dei suoi metodi. Chi non rideva era escluso. Il 66enne non ha negato i fatti. Li ha banalizzati. O peggio ancora, li ha normalizzati».   

La sentenza tra qualche settimana – Il giudice Angelo Olgiati concede l'ultima parola all'ex maestro. Ermetica la sua risposta. «Avrei tante cose da dire. Perché ho passato otto anni difficili. Mi limito ad affidarmi al lavoro della Corte. E vi ringrazio». La sentenza verrà comunicata alle parti tra alcune settimane. 

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