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CANTONEL'aumento dei casi non preoccupa (ancora) Garzoni: «Rimaniamo però vigili»

07.03.22 - 20:00
Per Garzoni un peggioramento della situazione epidemiologica era «prevedibile» dopo il"liberi tutti" dato dal Governo.
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07.03.22 - 20:00
L'aumento dei casi non preoccupa (ancora) Garzoni: «Rimaniamo però vigili»
Per Garzoni un peggioramento della situazione epidemiologica era «prevedibile» dopo il"liberi tutti" dato dal Governo.
A contare è però l'evoluzione dei prossimi giorni: «È palese che se i numeri di oggi dovessero confermarsi nel corso di tutta la settimana qualche riflessione andrebbe fatta».

BELLINZONA - La situazione pandemica in Ticino e in Svizzera è tornata nuovamente a peggiorare dopo alcune settimane all'insegna della calma. E i numeri relativi al weekend - comunicati oggi dalle autorità sanitarie cantonali e federali - sono lì a dimostrarlo. Nel nostro cantone sono infatti stati segnalati 2'219 contagi (lunedì scorso erano 1'372) e venticinque nuovi ricoveri, mentre in tutto il Paese le infezioni sono state 58'110 contro le 36'737 di sette giorni fa.

«Per ora nessuna preoccupazione» - Ma questo aumento ci deve preoccupare? Lo specialista di malattie infettive Christian Garzoni resta per ora cauto. «Per ora non sono dati che devono farci ancora preoccupare troppo. Con le aperture un aumento dei casi era prevedibile». A contare è l'evoluzione dei prossimi giorni. «Fare previsioni è comunque difficile, ma è palese che se i numeri di oggi dovessero confermarsi nel corso di tutta la settimana qualche riflessione andrebbe fatta. Al momento non ci resta che rimanere vigili sull'evoluzione della malattia, ricordando sempre che il Covid-19 non è scomparso».

Le regole dimenticate - «Purtroppo - si rammarica l'esperto - la popolazione sembra aver dimenticato tutte le regole imparate e anche a causa della rimozione delle restrizioni, il virus ha ripreso a circolare in modo importante. Va anche detto che la variante Omicron causa quadri clinici meno aggressivi e questo praticamente solo nei non vaccinati».

Libertà ritrovata - Le vacanze scolastiche e i carnevali hanno sicuramente giocato un ruolo in tutto questo. «Molti in questa settimana hanno, anche comprensibilmente, tirato il fiato dopo due anni difficili», sottolinea il direttore sanitario della Clinica Moncucco. «E questo rilassamento generale e questa voglia di tornare a una vita normale si sono tradotti in un inevitabile aumento dei contagi, con un virus che comunque era ancora molto presente nel momento in cui il Consiglio federale ha deciso di togliere le restrizioni».

«Nessun allarme» - Nelle ultime 72 ore è pure cresciuto in maniera considerevole il numero delle persone ospedalizzate in Ticino. «Finché i ricoverati aumentano, ma restano sotto il centinaio, la situazione rimane gestibile. Non sarebbe quindi ragionevole lanciare un allarme oggi. Nei prossimi giorni si vedrà, anche se è evidente che un po' più di prudenza sarebbe utile a tutti». 

«La gente si testa molto meno» - Anche l'elevatissimo tasso di positività dei tamponi registrato in Svizzera (oltre il 45%) non deve di per sé creare particolari preoccupazioni. «La gente si fa testare molto meno di prima», conclude Garzoni. «Ora ci si fa tamponare solo alla presenza di sintomi, spesso anche importanti. E questo influenza notevolmente la percentuale dei tamponi positivi». 

COMMENTI
 
Lukystrike 3 mesi fa su tio
ridicolo, sempre assertivo con le decisioni delle autorità, ma si ricordi che è un medico e lo dica apertamente che la decisione di aprire all'improvviso, tutto è solo politica e non ha nessuna valenza scientifica, è un medico e dovrebbe andare nella direzione della scienza e della salute e non della politica. VERGOGNA
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