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CANTONE«Chiedono la vasectomia per avere rapporti non protetti»

03.01.22 - 17:28
Oltre un centinaio all'anno le operazioni in Ticino. Ma la contraccezione è ancora "roba da donne"
tipress
«Chiedono la vasectomia per avere rapporti non protetti»
Oltre un centinaio all'anno le operazioni in Ticino. Ma la contraccezione è ancora "roba da donne"
I consultori: «Tra gli uomini è aumentata la sensibilità e la condivisione». Qualcuno però non la prende per il verso giusto

LUGANO - Spirali, anello, impianto, cerotto. E soprattutto la pillola. Per molti la contraccezione è ancora una "cosa da donne" nella maggioranza dei rapporti, in Ticino come altrove. Sono donne il 90 per cento delle persone che si rivolgono ai quattro Consultori di salute sessuale (CoSS) dell'EOC. «Gli uomini che chiedono informazioni sulla contraccezione sono pochi ma ci sono» spiega la coordinatrice Maria Chiara Pusterla. 

Le abitudini legate al sesso, si sa, cambiano lentamente. Di recente però qualcosa sembra muoversi: l'organizzazione Salute sessuale Svizzera ha osservato un aumento delle richieste di informazioni sui contraccettivi maschili negli ultimi due anni. E sempre più spesso le scelte contraccettive della coppia sono condivise anche dai partner, spiega Pusterla. «C'è una maggior volontà di partecipare e condividere in modo egualitario, uscendo dallo stereotipo che la contraccezione riguardi unicamente le donne: la responsabilità è di entrambi». Su 1700 consulenze sulla contraccezione offerte ogni anno dai CoSS EOC, circa 100 sono di coppia. Negli ultimi due anni, il Covid ha comportato un passo indietro, «verosimilmente a causa delle limitazioni agli accompagnatori nelle strutture sanitarie», ma il dato è tendenzialmente in aumento. 

Resta il fatto che «nella pratica la maggior parte dei metodi contraccettivi più comuni ed efficaci, a oggi sono ad uso femminile. Per l’uomo, la scelta è tra il preservativo o la vasectomia» prosegue Pusterla. Non mancano le soluzioni innovative "per lui", come metodi ormonali o termici (come le “mutande riscaldanti”) e persino un fantasioso pulsante-interruttore da impiantare sottopelle: ma sono ancora in fase di studio o comunque «molto difficili da reperire per chi volesse utilizzare la contraccezione termica nonostante gli studi limitati sull’efficacia e la sicurezza» osserva l'esperta. 

L'alternativa più radicale rimane la vasectomia. In Ticino si stima ne vengano praticate oltre un centinaio all'anno. I pazienti sono in genere uomini over-35 che «hanno una relazione stabile ma non vogliono avere figli» spiega Brunello Mazzola, viceprimario del Servizio di Urologia presso l’Ospedale Regionale di Locarno. «Ma capitano anche richieste da giovani che pensano alla vasectomia come a un contraccettivo per avere rapporti non protetti». Le cliniche in genere rifiutano l'operazione in questi casi perché «un simile passo deve essere il frutto di una pianificazione familiare condivisa ed è da considerarsi definitivo». C'è anche chi, prima di procedere, pensa bene di effettuare un deposito "cautelativo" presso la Banca del Seme cantonale: si tratta di 1-2 casi l'anno. E anche questo è un segno dei tempi.

Un intervento di routine, che deve essere frutto di una decisione ben ponderata

La vasectomia è una procedura chirurgica di contraccezione. Consiste nel taglio dei dotti deferenti, presenti a livello dello scroto, che vengono quindi sigillati.

L'operazione viene praticata da un urologo: in Ticino è offerta da strutture pubbliche e private. È considerato un intervento di piccola entità, la cui modalità e le possibili complicazioni sono da discutere nei dettagli con il paziente. Raramente succede che nel corso della vita un uomo voglia ristabilire la sua fertilità, in questi casi si può procedere chirurgicamente a ricongiungere i canali seminali, tenendo presente che le probabilità di ottenere una gravidanza diminuiscono fortemente già alcuni anni dopo l’esecuzione della vasectomia. È quindi una scelta da ponderare seriamente.

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