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Una bara non autorizzata sfila per Lugano
foto tio.ch/20min
LUGANO
06.11.2021 - 18:000
Aggiornamento : 07.11.2021 - 08:39

Una bara non autorizzata sfila per Lugano

Un corteo funebre si è snodato da piazza Riforma a Palazzo di Giustizia. Con una vera bara

L'azione del gruppo "T'aspetto fuori" per protestare contro la chiusura delle indagini sull'ex Macello

LUGANO - «Nessuna era come lei». «Abbiamo perso una grande amica». Singhiozzi per scherzo, un vero malcontento. Circa duecento persone, decina più, decina meno, hanno sfilato oggi pomeriggio in un bizzarro corteo dal Municipio di Lugano a Palazzo di Giustizia: corteo funebre, con tanto di bara vera. Il morto, dicono gli organizzatori, è la Giustizia ticinese.

Funerale simbolico, un po' goliardico. Sicuramente polemico. L'iniziativa è stata organizzata dall'associazione "T'aspetto fuori" e non è stata autorizzata dalla Città: l'autorizzazione non era necessaria, secondo gli organizzatori, che nei giorni scorsi hanno parlato di un «ritrovo tra amici». 

Occasione del ritrovo: protestare contro la chiusura delle indagini sulla demolizione dell'ex Macello di Lugano, decisa settimana scorsa dalla Procura. Un decreto d'abbandono che non è andato giù all'associazione, già assurta alle cronache per le contestazioni organizzate contro la municipale Karin Valenzano Rossi - la famosa "gara di fischi" - e Paolo Beltraminelli all'epoca del caso Argo1. 

Ma il messaggio del funerale è più ampio: «Evidenziare gli abusi e le manchevolezze ingiustificabili di governanti ed eletti in generale» si legge in un comunicato. Il portavoce Michel Venturelli ha sottolineato che la manifestazione «non vuole presentare alcuna richiesta» al Municipio e alla Procura. Si tratta «semplicemente di una presa in giro». 

Al corteo hanno preso parte sostenitori del centro sociale il Molino - che hanno distribuito dei volantini - ma anche tante persone estranee, cittadini indignati per «un conflitto di interessi che viene portato avanti grazie al voto della gente». Bersaglio principale dei manifestanti il procuratore generale Andrea Pagani, titolare dell'inchiesta, ma anche il consigliere di Stato Norman Gobbi, citato in uno dei volantini polemici. 

La manifestazione si è snodata in modo pacifico attraverso piazza Dante e la pensilina Botta fino a via Pretorio, dove davanti al Palazzo di Giustizia la folla ha deposto la bara e appeso corone di fiori. Al grido di «vergogna» è stato innalzato, all'ingresso della Procura, un cartello con la scritta: «Riposa in pace, giustizia ticinese». 

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