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MENDRISIO
27.09.2021 - 16:070
Aggiornamento : 18:05

Si getta ancora la spugna, niente Fiera di San Martino

La tradizionale fiera di novembre non avrà luogo per il secondo anno di fila: «Decisione sofferta, ma obbligata»

Per la città di Mendrisio le restrizioni attualmente in vigore non gioverebbero né agli espositori, né al pubblico.

MENDRISIO - Anche quest’anno la Città di Mendrisio ha deciso di rinunciare a organizzare l’annuale Fiera di San Martino. «È naturalmente sofferta la decisione di gettare la spugna per il secondo anno consecutivo, ma le restrizioni non gioverebbero né agli espositori né al pubblico», spiega il Municipio.

La valutazione dei numerosi aspetti in gioco è stata condotta da un gruppo di lavoro appositamente formato per la Fiera di San Martino che comprende esponenti del Dicastero sport e tempo libero, della Polizia comunale, dell’Ufficio tecnico e il delegato comunale alla sicurezza. Ci si è valsi altresì della consulenza del coordinatore del Gruppo grandi eventi del Canton Ticino.

Per prendere la sofferta decisione si sono analizzati vari scenari affinché le normative federali in materia di eventi potessero essere rispettate in ogni momento, sull’arco dei quattro giorni previsti (da giovedì 11 a domenica 14 novembre) e a fronte delle circa 10mila entrate giornaliere stimate: dal controllo sistematico del certificato Covid alle entrate alla gestione delle code di attesa, dal percorso circolare a senso unico agli orari anticipati di chiusura, dalla riduzione dello spazio espositivo e quindi anche del numero di bancarelle al potenziamento delle misure igieniche, dalla recinzione di tutta l’area fino alla garanzia delle vie di fuga.

In ogni modo, a segnare la decisione municipale concorrono gli sforzi amministrativi, operativi e l’impegno finanziario aggravato che la Città dovrebbe mettere in campo, nonché l’incertezza che aleggia sulla crisi sanitaria dei prossimi mesi che potrebbe facilmente pregiudicare l’intera manifestazione.

Commenti
 
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vulpus 2 mesi fa su tio
Da una parte potrebbe essere comprensibile. Dall'altra , se guardiamo agli organizzatori di feste campestri, lo stop forzato ha smorzato gli entusiasmi e sempre più gettano la spugna con le motivazioni della pandemia. Si parla di assembramenti con molte presenze: la situazione è molto diversa in questo caso. Tanta gente si, ma diluita su uno spazio molto ampio e lunghiforme. La riserva ci stà sicuramente per i capannoni dove la gente va per mangiare: si trattava di limitare le presenze. Ma loro organizzano e loro la responsabilità.
Mattiatr 2 mesi fa su tio
@vulpus Confermo, mi sono attivato più volte per salvare le manifestazioni tipiche della mia regione, diciamo che da bocia le ho vissute e mi pare doverose che pure gli altri pargoletti possano avere accesso a queste ''piccole parti'' della nostra cultura. Diciamo che però le restrizioni hanno dato un colpo secco alla motivazione di chi lavora mesi senza nessun guadagno personale.
Moga 2 mesi fa su tio
Saranno contenti i covidioti
emib53 2 mesi fa su tio
@Moga Insultare chi non la pensa allo stesso modo la fa stare meglio?
Aka05 2 mesi fa su tio
@Moga Complimenti per il commento, neuroni cercasi…
emib53 2 mesi fa su tio
Mi piacerebbe sapere in quale mondo parallelo vive Marilyn. 1000 morti nel solo Ticino più della media degli ultimi 5 anni richiedono rispetto.
Giuggiola83 2 mesi fa su tio
no vabbe, poi lamentiamoci delle rivolte... non si capisce più niente... e ancor peggio: nulla ha più un senso!!
Dani 2 mesi fa su tio
Da una parte feste in borgo, partite e assembramenti, concerti, ma la storica Smartino all'aperto NO ma cosa può mai più capire il cittadino??? Un bel nagot. Come Momo a me spiace un sacco ma qualcuno così ha deciso responsabilmente
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