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07.09.2021 - 13:460
Aggiornamento : 19:10

Rsi, 34 tagli entro fine 2022

Privilegiate le fluttuazioni naturali e i prepensionamenti. Ma non sono esclusi licenziamenti.

Una "fase partecipativa", in collaborazione con il partner sociale, dovrebbe permettere «di ridurre ulteriormente il possibile impatto sociale del pacchetto di misure elaborate».

COMANO - Tagli in arrivo alla RSI. Nel corso di una riunione plenaria con il personale, il Direttore Mario Timbal ha annunciato i primi passi della trasformazione che concretizzano, di fatto, anche i piani di risparmio già annunciati in tutta la SRG SSR nel corso del 2020: misure che richiedono, a livello nazionale, la soppressione di 250 posti di lavoro entro il 2024.

Per la RSI, queste nuove misure comportano la necessità di risparmio di 8 milioni di franchi e la rinuncia a 45 posti di lavoro a tempo pieno, 11 dei quali già soppressi grazie alla fluttuazione naturale del personale e ai pre-pensionamenti, nel corso del 2020.

I tagli - La riduzione dei 34 posti restanti sarà realizzata entro fine 2022 ed è stata impostata «individuando ambiti di
intervento strutturali, che permettano di raggiungere un equilibrio tra le risorse e una produzione agile, adatta a esercitare il mandato di servizio pubblico», si legge in una nota stampa.

A colloquio con le parti sociali - Il pacchetto di misure approvato dalla Direzione RSI è stato presentato nei giorni scorsi al partner sociale SSM Lugano, che promuoverà ora una fase partecipativa alla quale sono invitate a contribuire tutte le collaboratrici e tutti i collaboratori e che si concluderà a fine settembre. Le decisioni definitive in quest’ambito saranno prese e comunicate entro metà ottobre.

Licenziamenti non esclusi - La Direzione RSI spiega di aver affrontato questa riduzione di posti di lavoro «privilegiando le fluttuazioni naturali, i prepensionamenti, e cercando di ridurre al minimo gli impatti sul personale ma licenziamenti, in questa fase, non sono esclusi». La Direzione RSI confida che la fase partecipativa, in collaborazione con il partner sociale, «permetterà di ridurre ulteriormente il possibile impatto sociale del pacchetto di misure elaborate».

Il processo di trasformazione viene giustificato con «una maggiore trasversalità nella creazione, nella produzione e nella distribuzione dei contenuti; una ulteriore semplificazione dei processi produttivi e decisionali; una sempre più rigorosa mappatura di tutti i flussi organizzativi ed operativi, in grado di rendere l’azienda ancora più agile, flessibile, rapida e presente».

Tra i settori oggetto di riorganizzazione si segnalano il posizionamento degli Archivi RSI nel Dipartimento Cultura e Società, riconoscendone l’inestimabile valore e potenziale quale patrimonio culturale, Rete Due passa al Settore Cultura, mentre i flussi di Rete Uno e Rete Tre sono affidati al Dipartimento Programmi e Immagine.

Nell’ambito del riposizionamento e ridefinizione dell’offerta culturale RSI (Tv, radio e digitale) verrà indetto un concorso per il ruolo di Responsabile del settore Cultura RSI, ruolo ricoperto ora ad interim dalla Responsabile del Dipartimento Cultura e Società.

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