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CANTONE
08.04.2021 - 09:350
Aggiornamento : 16:38

Rubano i dati durante il telelavoro

Truffe informatiche in aumento durante la pandemia in Ticino. Il rendiconto della Polizia cantonale

BELLINZONA - E-commerce truffaldino di mascherine o farmaci anti virali, ma anche furto di dati personali durante il telelavoro: nell'anno del Covid i pirati informatici non sono andati in quarantena, anzi. In Ticino le attività illecite in rete sono aumentate, e si sono adattate al nuovo contesto. La sezione reati informatici della Polizia cantonale ha avuto un bel daffare.

Le truffe legate alla compravendita di materiale sanitario e prodotti igienici, scrive la Polizia in un rendiconto odierno, sono solo un esempio di come «il settore si sia adattato celermente al nuovo scenario». Un altro, come detto, è l'acquisizione illecita di credenziali e informazioni riservate, attraverso applicativi di smat-working. Con la pandemia, le truffe alle aziende (business email compromise-BEC in particolare) sono aumentate, avverte la Polizia. 

Nel corso dell’anno la Sezione Analisi Tracce Informatiche (SATI) della Polizia cantonale è stata attiva in 38 inchieste su casi specifici che presentavano componenti tecnico-informatiche particolari. Ha inoltre svolto 55 perquisizioni in supporto ad altri servizi, ha effettuato 1’253 analisi informatico forensi a favore delle indagini condotte da altre unità della Polizia giudiziaria e della Gendarmeria, elaborato 37 analisi criminali operative, collaborato in 23 ricerche d’urgenza ed evaso 517 richieste e-mail giunte da utenti o da altre autorità.

Particolarmente insidiosa - avverte la Polizia - è la tecnica del fishing aziendale: accedendo a una casella di posta elettronica aziendale, i pirati informatici scoprono una relazione d'affari, ad esempio tra un cliente e un fornitore, e spacciandosi per quest'ultimo si fanno bonificare degli importi su false coordinate bancarie. Nel 2020 sono stati 19 le inchieste di questo tipo avviate dalla Sati, per un danno economico totale di circa 3,3 milioni di franchi.  

Il comune denominatore, scrive la polizia, è «la difficoltà sempre maggiore nell’identificare gli autori e nel perseguirli» poiché sfruttano l’anonimato garantito dalla rete. La prevenzione riveste quindi estrema importanza e la popolazione ha la possibilità di informarsi consultando i siti della Polizia cantonale www.polizia.ti.ch , del gruppo cantonale Cyber Sicuro www.cybersicuro.ch e della Prevenzione svizzera della criminalità (PSC). Per quanto riguarda invece le segnalazioni è attivo il Centro nazionale per la cibersicurezza (NCSC).

Ancora in aumento le richieste provenienti da forze dell’ordine estere che, sulla base della convenzione sulla criminalità informatica, richiedono la conservazione dei dati presenti su server di società ubicate in Ticino. Il 2020 ha inoltre visto altre due particolari attività d’interesse: l’analisi criminale operativa, dettata dalla grande mole di dati, nel contesto di un’inchiesta per titolo di truffa e l’implementazione del nuovo gestionale in dotazione al Tracciamento Contatti COVID-19 dal mese di dicembre.

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