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CANTONE
23.02.2021 - 17:200
Aggiornamento : 19:32

«Settimana prossima il lockdown deve finire»

La Camera di Commercio ticinese ha le idee chiare su cosa riaprire dal 1° marzo: tutto. O quasi

L'appello in vista delle decisioni del Consiglio federale: «Servono parametri più chiari. E non ha senso prorogare fino ad aprile le chiusure di ristoranti ed eventi». E intanto il Plrt lancia una petizione per i ristoranti

LUGANO - Riaprire, riaprire, riaprire. È il mantra incessante degli ultimi giorni, in vista dell'annuncio ufficiale degli allentamenti previsto per domani pomeriggio da parte del Consiglio federale. Al coro si aggiunge oggi anche la Camera di Commercio ticinese (Cc-ti), per bocca del direttore Luca Albertoni. E lancia un appello forte e chiaro, a cui si unisce anche il Plrt con una petizione a favore dei ristoratori.

La valutazione sulle proposte avanzate settimana scorsa dal governo è «positiva» perché «sono stati elencati in modo chiaro i parametri che si intendono utilizzare per valutare il rischio» scrive la Cc-ti in un comunicato odierno. «Sulla fondatezza di alcuni di questi parametri esprimiamo comunque qualche dubbio, perché non sembra che tutti i dati raccolti siano affidabili e completi». 

«Non possiamo dare ordini al governo, chiaramente, ma vogliamo suggerire quali sono gli scenari, non richieste perentorie» precisa il direttore Albertoni, che sottolinea come «su diversi punti c'è ormai una convergenza degli ambienti economici nazionali». Per la Cc-ti l'analisi degli indicatori pandemici «va svolta non con cadenza mensile ma piu breve» e in particolare «sono rilevanti le cifre che riguardano le ospedalizzazioni, il tasso di occupazione nei letti dei reparti di terapia intensiva, i luoghi di contagio». 

L'associazione dei commercianti, dell'industria e dell'artigianato scalpita, insomma, e invoca «aperture più ampie di quelle prospettate» già a partire dalla settimana prossima, «o al più tardi dall'ultima settimana di marzo» come proposto dal Consiglio di Stato ticinese. «Da mesi insistiamo sul fatto che le attività che possono essere esercitate in sicurezza devono riaprire, e lo ribadiamo». 

Bene la riapertura dei negozi, dunque, male la "seconda tappa" che, per la Cc-ti, andrebbe abolita del tutto. Quello presentato da Berna per aprile è «un piano esitante che non tiene conto della logica della protezione mirata» continua Albertoni. «In questo modo si penalizzano pesantemente le attività ancora chiuse, come ristoranti e centri fitness, che si trovano nell'impossibilità di uscire da una crisi ormai strutturale». 

A partire da settimana prossima, dunque, l'associazione di categoria chiede «la fine del lockdown con l’apertura completa del commercio al dettaglio e di attività economiche simili, così come i ristoranti, i centri fitness e le manifestazioni fino a cento persone». 

Un appello a cui si unisce, per quanto riguarda la ristorazione, anche il Plrt. Su change.org il partito liberale ha lanciato da poco una petizione, per chiedere la riapertura dei ristoranti entro il 22 marzo. Una richiesta dettata «dall’evoluzione positiva della situazione pandemica» in base alla quale il Plrt ritiene che un allentamento sia ormai «imprescindibile».

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