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Un montone morto a Maggia, una capra uccisa a Sonvico. È stato il lupo?

Entrambi i ritrovamenti risalgono al 9 marzo. Serviranno come di consueto le analisi del DNA per attribuire l'eventuale responsabilità al grande predatore.
UCP
Lupi del branco Lepontino immortalati da una fototrappola per il monitoraggio della fauna selvatica.
Un montone morto a Maggia, una capra uccisa a Sonvico. È stato il lupo?
Entrambi i ritrovamenti risalgono al 9 marzo. Serviranno come di consueto le analisi del DNA per attribuire l'eventuale responsabilità al grande predatore.
Nel 2025, le analisi hanno confermato la responsabilità del lupo in tre quarti dei casi di predazione.

MAGGIA / SONVICO - Un montone morto, un secondo ferito e una capra morta. Quest'ultima non protetta adeguatamente, secondo quanto riportato dagli ultimi aggiornamenti dell'Ufficio della caccia e della pesca. I ritrovamenti sono degli ultimi giorni. Per la precisione, entrambi risalgono a lunedì, 9 marzo. I primi due animali in quel di Maggia, il terzo a Sonvico.

Come di consueto, occorrerà attendere il riscontro delle analisi del DNA per chiarire se dietro a queste predazioni si celano, nuovamente, le zanne del lupo. Dall'inizio dell'anno, scorrendo attraverso tutti gli aggiornamenti pubblicati sulla pagina "Grandi predatori" del Cantone, il numero di animali ritrovati senza vita, vittima di predazioni, ha già superato la ventina. Nel dettaglio, siamo a quota 21 esemplari morti (16 pecore, 3 agnelli, un montone e una capra), più un esemplare ferito. E in quasi tutti i casi si è trattato di animali che risultavano non essere stati protetti in modo adeguato.

Branchi, coppie... Quanti lupi ci sono in Ticino?
La questione del lupo, lo dimostra anche l'attenzione politica, resta un tema caldo nel nostro Cantone. Nel corso del 2025, il numero di lupi in Ticino è risultato essere in aumento. Complessivamente, si legge nel rapporto "Grandi Predatori 2025" pubblicato agli inizi di marzo, è stata rilevata la presenza di otto branchi, tre dei quali (Aspra, Bedretto e Madom) si sono formati durante lo scorso anno. Quelli invece già presenti in precedenza sono quelli del Carvina, Gridone, Lepontino, Onsernone e Val Colla.

Oltre a questi, l'Ufficio della caccia e della pesca ha confermato anche la presenza di tre coppie stabili, ovvero composte da due lupi di sesso opposto «che si spostano insieme all’interno di un territorio relativamente circoscritto da più di tre mesi». Infine, per completare il calcolo, «ai circa 27 individui adulti e subadulti che compongono i branchi e le coppie, e ai rispettivi giovani dell’anno si possono verosimilmente aggiungere una decina di individui in dispersione che frequentano il territorio cantonale in maniera temporanea e discontinua».

In quanti casi è stato il lupo?
Ora, se un confronto diretto dei casi di predazione, e della loro tipologia, tra un anno e quello precedente è un terreno delicato (è lo stesso UCP a mettere in guardia in tal senso perché alcune procedure si aggiornano di anno in anno, ndr.) su cui procedere, è invece interessante capire quanti sono, in percentuale, i casi di predazione avvenuti nel 2025 che possono essere ricondotti al lupo.

A dircelo sono i risultati delle analisi genetiche effettuate sui campioni raccolti. In tutto, lo scorso anno, ne sono state collezionati 470 relativi a 246 singoli eventi. Il Laboratorio di Biologia della Conservazione dell'Università di Losanna ne ha analizzati 341 (collegati a 187 singoli eventi) ed è emersa una responsabilità del lupo confermata nel 73.9% dei casi. Quindi, approssimativamente, tre casi su quattro. E non è escluso che possa essere anche superiore, considerando che nel 7.9% dei casi il DNA era «troppo degradato» e quindi l'esito non era interpretabile.

La percentuale resta pressoché speculare anche prendendo in considerazione solamente gli eventi che hanno coinvolto animali da reddito, con un 74.9% di predazioni attribuite con certezza al lupo (207 campioni analizzati su un totale di 294) e un esito «non interpretabile» nel 9.2% dei casi.

Fino al singolo lupo
E queste analisi permettono anche di andare ulteriormente in profondità. In poco meno della metà dei casi, infatti, dalle analisi che hanno dato come esito la responsabilità del lupo è stato possibile risalire fino al singolo individuo (43.7% dei casi nella casistica complessiva, 42.6% considerando invece gli eventi che hanno coinvolto gli animali da reddito.).

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