Raiffeisen Ticino, è tempo di bilanci: «Siamo solidi e sicuri»

Mauro Cavadini al nono e ultimo anno da Presidente della Federazione Raiffeisen del Ticino e Moesano: «Questa è la mia eredità». La guerra? «No panico, investiamo nella Confederazione».
Mauro Cavadini al nono e ultimo anno da Presidente della Federazione Raiffeisen del Ticino e Moesano: «Questa è la mia eredità». La guerra? «No panico, investiamo nella Confederazione».
GRAVESANO - Se a livello nazionale il 2025 del Gruppo Raiffeisen viene definito di «grande crescita», a livello regionale le 16 cooperative indipendenti del Ticino e Moesano salutano un esercizio - quello dello scorso anno - caratterizzato da una «fortissima solidità e un ottimo lavoro».
Lo ha annunciato oggi a Gravesano Mauro Cavadini, che conferma di essere al suo nono e ultimo anno da Presidente della Federazione Raiffeisen del Ticino e Moesano: «Siamo solidi, siamo sicuri», ha dichiarato.
Quanto al bilancio di questi 9 anni, «lascio in eredità un insieme di banche solidissimo che negli anni, a causa delle fusioni il numero, è sì diminuito ma ha anche aumentato in maniera importante il numero di collaboratori, con un incremento delle competenze, soprattutto nelle attività di consulenza all'investimento».
I collaboratori nel 2025 sono saliti a 725 (erano 680 nel 2024): «Abbiamo 45 nuovi collaboratori, con competenze variegate negli investimenti e nella previdenza». Conseguentemente aumentano i costi d'esercizio (165 milioni circa, +2.4 milioni rispetto allo scorso anno): «Stiamo arrivando ai cento milioni di massa salariale nel Ticino. Investiamo tanto sulla formazione del personale e lo facciamo localmente e in lingua italiana: 90 corsi sul territorio nel 2025».
Dipendenti che aumentano anche in relazione all'aumento della clientela (oltre 256 mila, +0.8%), anche quella aziendale (oltre 18 mila aziende, +2.8%). «È un altro risultato incredibile: le attività di consulenza aziendale sono attività che 10 anni fa erano un po' lasciate da parte per privilegiare la classica attività».
«Un presidente fortunato» - Raiffeisen si è dunque trasformata in 125 anni di storia. «Lascio delle banche forti, delle banche universali che possono offrire servizi a 360 gradi a tutti i clienti. I ticinesi non devono andare dalla banca Raiffeisen solo a fare solo l'ipoteca come si faceva una volta, oggi siamo sempre di più la banca principale, la gente ci affida tutti i propri risparmi e viene da noi per tutte le attività di tipo finanziario. Dieci anni fa probabilmente nessuno ci avrebbe pensato».
Tanto che oggi per la sua nona conferenza stampa, Cavadini si definisce «un presidente fortunato, perché per la nona volta commento risultati in crescita, difficile trovare ancora un modo originale per commentarli». Lo confermano le cifre, come la somma di bilancio, oltre 21 miliardi nel 2025 (+4.86% rispetto al 2024): «Il Ticino è la terza federazione a livello svizzero, in questo siamo i primi della classe», sentenzia Cavadini.
E salgono anche i depositi della clientela (oltre 15 miliardi, +5.75%), il volume dei depositi titoli che si avvicina ai 4 miliardi (+13.2%) e i crediti ipotecari («siamo i leader nel Cantone»). Quanto invece all'utile d'esercizio in leggero calo (34.9 milioni, -2.7%), il Presidente commenta: «I ricavi netti scendono leggermente ma non c'è da preoccuparsi, siamo sopra la media degli ultimi 6 anni», tanto che le imposte versate ammontano a circa «16 milioni».
«No panico» - Inevitabile, infine, la domanda circa l'instabilità dovuta alla guerra e allo scenario di instabilità. «La parola d'ordine è non farsi prendere dal panico, quindi mantenere fede alle decisioni di investimento sul lungo periodo che sono state prese magari anni o mesi o anche solo alcune settimane fa: non c'è motivo quindi di stare a vedere cosa succede».
Per nuovi investimenti, dunque che fare? «Si tende a consigliare di privilegiare investimenti svizzeri: quindi franco moneta forte, moneta rifugio, così come rispettivamente altri beni sicuri o fondi immobiliari svizzeri». Se qualcuno dovesse investire un franco oggi? «Dovrebbe farlo nella nostra Confederazione, non fuori. Poi stiamo a vedere gli sviluppi: speriamo tutti che la guerra finisca presto».
Alla conferenza stampa erano anche presenti Alina Augello, Responsabile Raiffeisen Svizzera, Sede Svizzera italiana - che ha ricordato come in Svizzera «un abitante su due è nostro cliente» - e Giovanni D’Alessandro, Responsabile Credit Office & Back Services, Sede della Svizzera italiana





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