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CANTONE
11.02.2021 - 11:410

«So di essere un pedofilo»

Parla l’uomo a processo per atti sessuali con due bambine.

Ammessi i fatti, ma non sarebbero avvenuti in più occasioni come sostenuto dall’accusa.

LUGANO - Sedici episodi e due bambine di rispettivamente sei e cinque anni. Sono i fatti che sarebbero avvenuti tra il 2004 e il 2014 per i quali un 48enne Luganese accusato di atti sessuali con fanciulli e coazione sessuale compare oggi davanti alla Corte delle Criminali presieduta dal giudice Francesca Verda Chiocchetti.

Si parla di reati ripetuti e in parte tentati. Fatti che, per quanto riguarda la vittima (figlia della compagna) che all’epoca aveva tra sei e sette anni, l’uomo ammette. «Ma sono avvenuti in un unico episodio», spiega l’imputato, contestando quanto affermato invece dalla giovane e riportato nell’atto d’accusa firmato dal procuratore pubblico Roberto Ruggeri.

L’imputato spiega (e lo ha detto anche durante l’inchiesta) che quanto accaduto - si parla di toccamenti e baci - era cominciato come «una lezione di educazione sessuale»: la bambina avrebbe posto alcune domande sotto la doccia, «poi ho fatto quello che ho fatto e ho sbagliato».

Per quanto riguarda la seconda vittima, che era figlia di amici, durante l’inchiesta l’uomo - patrocinato dall’avvocato Pascal Cattaneo - ha detto che era lei a cercalo. «Ma so che la responsabilità è mia, come adulto: ora che sono in terapia, l’ho capito» afferma oggi in aula, ammettendo: «Ero io che buttavo l’amo».

Un capitolo nuovo - «So di aver sbagliato. E so di aver commesso un errore anche non cercando aiuto» afferma l’imputato in aula, affermando che ora in carcere è seguito da uno psichiatra e ha quindi cominciato a esternare quanto accaduto. «Posso cominciare un capitolo nuovo». E conferma di essere a conoscenza di quanto emerso dalla perizia psichiatrica: «Sono consapevole di essere un pedofilo».

Secondo la perizia, al momento dei fatti l’imputato soffriva di turbe psichica grave. E di «un disturbo della preferenza sessuale inquadrabile come pedofilia». Ma era in grado di comprendere quello che stava facendo. E c’è un rischio di recidiva. «Ma non voglio più finire in situazioni come queste» sostiene oggi il 48enne.

Anche lui abusato - In aula ricorda inoltre un’esperienza da lui vissuta in passato, quando lui stesso era in età da scuola elementare. «Per diversi mesi ero stato abusato da un ragazzo che aveva qualche anno in più». Si trattava di toccamenti reciproci e di baci. «Per me era stato un trauma, non poterne parlare con nessuno mi mangiava dentro».

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