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ASCONA
28.10.2020 - 10:540

Il caso degli stabili SUVA non macina più

Il Consiglio comunale ha approvato ieri la richiesta di attinenza di un noto promotore immobiliare

Alla vigilia del voto erano emerse le perplessità di taluni consiglieri per una vecchia condanna del 59enne cittadino italiano

ASCONA - Nessuna voglia di rivangare il passato, come i mal di pancia di taluni consiglieri lasciavano presupporre. Il Consiglio comunale di Ascona ha approvato ieri una domanda di naturalizzazione che si annunciava combattuta. Questo perché la persona che ha fatto richiesta del passaporto svizzero era la stessa assurta alle cronache ormai oltre un decennio fa per lo scandalo degli stabili SUVA (che gli valse nel 2010 una condanna a 18 mesi sospesi per istigazione all’amministrazione infedele). Uno scheletro riesumato nei giorni precedenti la decisione presa ieri sera. Il diretto interessato, intervistato da Tio/20Minuti, aveva giustificato le polemiche col fatto che «la gente è gelosa». 

Dall'esito del voto si direbbe nemmeno molto. Tanto tuonò prima, quanto ieri sera il cielo si è presentato sgombro di nubi. Bocciata d’entrata la richiesta di votazione segreta (dove stava di fatto il rischio di "imboscata") i presenti hanno dato luce verde, anzi rossocrociata, alla richiesta, concedendo l’attinenza comunale. In aula non c’è stata discussione particolare. La pratica seguirà ora il normale corso, che prevede il passaggio dal Gran Consiglio.

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