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CANTONE
16.10.2020 - 07:110
Aggiornamento : 09:42

I 15enni si sballano, e poi stanno male

In Ticino non mancano i giovanissimi con problemi di droga. A volte finiscono in ospedale

Un'overdose "di compleanno" a Basilea ha fatto scalpore nei giorni scorsi. Ma le dipendenze tra gli adolescenti «sono un problema diffuso, anche alle nostre latitudini» spiega Ingrado

LUGANO - Feste di compleanno a base di sciroppo e metadone. Adolescenti che battono il parco Ciani in cerca di farmaci. Gli ingredienti si trovano con pochi franchi, fuori da scuola o su internet, e l'età degli acquirenti si abbassa. Il 15enne morto d'overdose a Basilea settimana scorsa è solo «la punta dell'iceberg». E il problema esiste anche in Ticino. 

Lo sa bene Marcello Cartolano, responsabile dell'ambulatorio anti-dipendenze di Ingrado a Lugano. «I giovanissimi hanno alzato l'asticella dello sballo» avverte. Se una volta - neanche troppo tempo fa - era la cannabis il massimo della trasgressione, oggi vanno più sul pesante. «L'offerta delle nuove sostanze psicoattive è aumentata molto sul mercato ticinese, e i prezzi sono scesi a portata di minorenne».

Le complicazioni sanitarie non mancano. Anche in Ticino alcuni giovani sarebbero stati ricoverati in condizioni pessime. Ma non esistono dati certi sul fenomeno. «Spesso questi casi non finiscono nemmeno al pronto soccorso. Quello che emerge è solo la punta dell'iceberg» spiega Cartolano. I servizi ambulatoriali di Ingrado assistono diversi giovani e giovanissimi. «Cerchiamo di ridurre il danno e monitorare i comportamenti, dando consigli anche ai famigliari». 

Le dinamiche sono sempre le stesse. Desiderio di rivolta, spirito d'emulazione. Il problema è che a portata di mano arrivano sostanze sempre più pericolose. Secondo uno studio presentato l'anno scorso, sul totale delle intossicazioni da droghe registrate in un anno dall'Eoc circa l'11 per cento sono dovute a benzodiazepine e sedativi. Il 6 per cento a medicamenti. Il 4 per cento a metadone. Le nuove droghe sono «di regola accompagnate dall'alcol» e seguendo ricette «facilmente reperibili su internet» spiega Cartolano. «I ragazzi si informano sulle dosi necessarie e recuperano gli ingredienti da pusher locali oppure direttamente online». 

Ma i giovanissimi non si sono inventati nulla. Il grosso del mercato - avverte l'esperto - è gestito da adulti per adulti, e arriva ai teenager di riflesso. Per questo gli operatori anti-dipendenze sono attivi sul territorio e seguono gli adolescenti nei punti "caldi" dello spaccio e consumo – stazioni ferroviarie, parchi pubblici – cercando «di monitorare le situazioni più a rischio e allontanare i consumatori giovani dai più grandi per spezzare la catena nociva». La colpa all'origine, come sempre, è dei cattivi maestri.

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