«Il Covid-19 mi ha tolto anche il diritto a essere triste»
Deposit - foto d'archivio
LUGANO
05.05.2020 - 08:000
Aggiornamento : 11:53

«Il Covid-19 mi ha tolto anche il diritto a essere triste»

Ha perso la nonna 96enne in casa anziani. Poi l’hanno contratto lei, mamma e zia. Infine test negativo dopo 4 settimane

LUGANO - Trentasette giorni. In poco più di un mese la sua vita è cambiata e la causa principale è proprio il Covid-19. Lei è E., ha compiuto 30 anni l'ultimo weekend di aprile, ma non ha potuto festeggiarli come avrebbe voluto. Soprattutto, non sta affatto passando un bel periodo. 

Il 20 marzo è morto di cancro suo cugino. La famiglia del papà di E. ha perso in poco più di un anno lui, la mamma, la nonna e una zia. «Non ho nemmeno potuto abbracciare mio padre per consolarlo», racconta E. Dieci minuti dopo, arriva la chiamata dal medico della nonna materna: ha la polmonite. Ma è una guerriera: 96 anni, in passato ha sconfitto anche il cancro. Le ha parlato solo due giorni prima a distanza, con la porta della casa anziani tenuta aperta da un infermiere. Era in forma.

Ma la nonna peggiora. Il 22 marzo il personale della casa anziani, con le protezioni adeguate, consente a E., mamma e zia di andare a farle l’ultimo saluto. «Era cosciente. Le ho detto che le voglio bene. È stata la cosa più difficile che abbia mai fatto. Sapevo che la stavo lasciando, che sarebbe morta sola. Mi ha spezzato il cuore». Un’ora dopo la nonna non c’è più. Il funerale si tiene in forma ristretta, sette persone distanti tra loro, due canzoni e una breve benedizione.

Dopo qualche giorno compaiono i primi sintomi da Covid-19 sia per E. che per la mamma e la zia. Tosse, febbre, mal di testa, perdita di olfatto e gusto. Ma soprattutto dolori e tanta stanchezza. «La mamma non riusciva ad alzarsi dal letto e dormiva anche 18 ore al giorno». Il coronavirus ha colpito anche loro. Solo dopo più di tre settimane iniziano a stare meglio. «Avrei voluto piangere la nonna, stare male, ma il coronavirus mi ha tolto anche il diritto di soffrire. Dovevo essere forte».

Cinque settimane dopo, lo scorso weekend, E. riceve la chiamata dal suo medico: il tampone è finalmente negativo. Proprio il giorno del suo 30esimo compleanno. «È stata una gioia immensa. Io, la mamma e la zia ci siamo abbracciate dopo tanto tempo. E spero che presto potrò finalmente anche rivedere il mio compagno, che vive in Italia».

E. è uscita dalla brutta esperienza del Covid-19 e ora sta bene. Ma ha perso la nonna e la possibilità di vivere “serenamente” il lutto. «Vedo molte persone che, egoisticamente, continuano a condurre una vita normale, fregandosene di tutto e senza responsabilità verso il prossimo. Se si fossero trovati nella mia situazione sarebbe sicuramente diverso - conclude E. -. Da parte mia io sicuramente non darò più nulla per scontato e apprezzerò anche le cose più piccole che ho, soprattutto la libertà».

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