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21.03.2020 - 09:210
Aggiornamento : 23.03.2020 - 11:49

Arriva il ricorso contro l'annullamento delle comunali: «Violato il diritto di voto»

Il Tribunale federale dovrà decidere se la decisione del Governo di spostare le elezioni nel 2021 sia legittima o meno.

BELLINZONA - La decisione di annullare le elezioni comunali del 5 aprile a causa dell'epidemia di coronavirus - presa dal Consiglio di Stato mercoledì 18 marzo - potrebbe non essere ancora definitiva. E questo per un ricorso interposto al Tribunale federale da tre persone: gli avvocati locarnesi Fiorenzo Cotti e Annie Griessen Cotti e Pierluigi Zanchi. «Siamo coscienti della delicata situazione in cui versano Ticino e Confederazione» - scrivono i ricorrenti nella premessa - «ma il diritto regola la nostra vita nel bene e nel male».

I ricorrenti precisano poi che il ricorso (in allegato) va letto «come strumento per capire quali sono i limiti da porre al Governo nell'utilizzo dello Stato di necessità», visto che questo genere di provvedimento «arrischia di diventare d'attualità sempre più spesso in futuro».

Per Fiorenzo Cotti, Annie Griessen Cotti e Pierluigi Zanchi (tutti in lista per i Verdi-POP-Indipendenti a Locarno) il Consiglio di Stato ha commesso «un atto grave» lasciando intendere che non vi fosse altra alternativa se non quella di «sospendere ogni processo democratico». Per i tre ricorrenti, posticipando le comunali al 2021 il Governo ha di fatto «violato il diritto di voto».

Il trio ha basato il proprio ricorso su vari articoli presenti sulla Legge federale delle epidemie, ovvero lo stesso testo usato dal Governo per giustificare il provvedimento di annullamento. Secondo loro, l'articolo 40 «non permette di annullare uno scrutinio, imposto dalla Costituzione e dalla legge cantonali».

Anche la giustificazione del Governo che il momento che stiamo vivendo «non permette di svolgere in serenità le procedure di voto» viene rispedita al mittente dai ricorrenti. «Si tratta di un giudizio unilaterale e soggettivo». Una limitazione dei diritti politici - secondo i ricorrenti - deve infatti essere giustificata da motivi «oggettivi inderogabili» in quanto la democrazia va «garantita anche in una situazione di emergenza».

I ricorrenti chiedono quindi al Tribunale federale «di accogliere l'istanza» e «concedere l'effetto sospensivo» per permettere che le operazioni di voto proseguano regolarmente. «Entro il 29 marzo il Consiglio di Stato dovrà informare il Tribunale federale sulla
possibilità di svolgere le operazioni di spoglio. Nel frattempo, tutte le schede pervenute nei Comuni sono conservate regolarmente e chiuse a norma di legge». La palla, e il voto, passa ora al Tribunale federale.

I Verdi «prendono le distanze» - Poche ore dopo l'annuncio del ricorso, i Verdi del Ticino hanno preso posizione «distanziandosi nettamente» da quella che definiscono un'iniziativa «puramente personale» da parte di tre candidati della lista a Locarno, di cui due indipendenti. «È un ricorso fuori luogo e che non condividiamo».

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