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GRANCIA
10.03.2020 - 14:200
Aggiornamento : 16:50

Concerto live nonostante l'epidemia: «Abbiamo fatto tutto in regola»

Anche in tempo di pandemia c'è chi si diverte. Critiche al Quyn di Grancia

Infranto il divieto di eventi oltre le 150 persone? Il titolare assicura: «Siamo stati rigorosi». Ma i contatti fisici sono inevitabili

LUGANO - Tutti a ballare sull'orlo del baratro. Anche in tempo di pandemia, il sabato sera è il sabato sera. E un buco dove infilarsi a “fare due salti” lo si trova sempre, nonostante la chiusura forzata della maggior parte dei locali notturni. 

È di venerdì l'annuncio del blocco, deciso dal Cantone, di tutte le manifestazioni con più di 150 persone. Un giro di vite ulteriore, dopo che a metà febbraio la misura era già stata applicata ai grandi eventi, fissando l'asticella a mille persone (con ripercussioni su diversi carnevali). 

Le conseguenze anche questa volta non si sono fatte attendere. La maggior parte delle discoteche, sopra e sotto il Ceneri, questo weekend hanno tenuto la serranda abbassata. Ma non sono mancate le polemiche. 

Un concerto live al club Quyn di Grancia ha fatto storcere più di un naso, tra gli operatori del settore. «Le regole non sono le stesse per tutti, evidentemente» polemizza ad esempio un esercente del Sopraceneri. Le immagini della sera, pubblicate sui social dalla discoteca, mostrano una grande affluenza di persone. 

Non è mancato nemmeno l'intervento della polizia. Due interventi, anzi, a mezzanotte e alle 2 circa, per verificare le presenze. La Gendarmeria di Noranco – spiegano dalla Polizia cantonale – ha controllato «tutte le maggiori discoteche della sua giurisdizione» per sincerarsi del rispetto della nuova normativa. «Tutti i gestori sono informati e consapevoli». Per eventuali sanzioni, esse «saranno denunciate all’autorità competente la quale prenderà le dovute sanzioni ai sensi della legge sulle epidemie». 

Al Quyn comunque sarebbe «tutto in regola» assicurano i gestori del locale. Forti di un'autorizzazione cantonale «fino a 130 persone». In sostanza «il divieto non ci ha interessati, e abbiamo potuto svolgere la nostra attività normalmente nel rispetto dei limiti di capienza» spiega il titolare. 

Le immagini affollate? «Abbiamo spazi piccoli, che danno l'idea di un grande assembramento. Ma siamo stati molto rigorosi nel non eccedere il numero». Quanto alle “distanze di sicurezza” e alla prudenza nei contatti fisici, ci si arrangia come si può. Degli erogatori di disinfettante per le mani sono stati piazzati all'ingresso. Per il resto «la gente viene qui per ballare, non per andare a messa, è evidente» concede il titolare.

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