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VACALLO
24.01.2020 - 06:000
Aggiornamento : 26.01.2020 - 10:35

Ruspe a Villa Foppa, Vacallo perde un pezzo di storia

Al posto dell'edificio di via Poeta Francesco Chiesa vedranno la luce tre palazzine. Nonostante il suo indubbio fascino, per il Piano regolatore non si trattava di un bene culturale da proteggere

VACALLO - Un piccolo gioiello architettonico in mezzo a numerosi palazzi. Una villa storica in un quartiere residenziale contraddistinto da edifici moderni, ma un po’ anonimi. Ma che fra qualche giorno non esisterà più. Vacallo perderà Villa Foppa, per sempre. 

Sul cantiere di via Poeta Francesco Chiesa sono infatti iniziati i lavori di demolizione della villa, che verrà sostituita da tre palazzine. «Purtroppo come Comune non avevamo gli strumenti per poter eventualmente intervenire ed evitare la demolizione della villa», ha spiegato il municipale Andrea Rigamonti. Vani anche i ricorsi inoltrati da alcuni privati al Consiglio di Stato. In effetti, nonostante il suo indubbio fascino, l’edificio non rientrava fra quelli degni di protezione secondo il Piano regolatore comunale.

I beni culturali da proteggere indicati nel Piano regolatore di Vacallo sono per la verità relativamente pochi. Fra questi ci sono quelli d’importanza cantonale (la Chiesa di S. Simone e Giuda), quelli d’importanza locale (la Chiesa di S. Croce, le due piccole cappelle di via Lironi e Casa Puccini, dove soggiornò il celebre compositore) e gli “edifici significativi”, fra i quali ci sono quattro ville - Bertola, Zürcher, Magnolia e Noseda - ma non Villa Foppa. Anche nel caso del giardino attorno alla casa, nessun albero era presente nella lista degli elementi naturali protetti.

«Il piano regolatore è piuttosto datato e al momento della sua approvazione, negli anni ‘90, purtroppo non c’era questa sensibilità rispetto agli edifici che possono essere considerati beni culturali», ammette rammaricato Rigamonti. Una situazione che in futuro però potrebbe mutare, visto che il masterplan sulla revisione generale del Piano regolatore prevede, fra i vari temi, anche quello della protezione degli edifici storici.

Ma per la nuova variante ci vorranno ancora anni. E fino ad allora altri edifici, tracce del nostro passato, potrebbero scomparire.

lettore tio.ch/20minuti
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Commenti
 
Michele Dotta 1 mese fa su fb
avanti così con le speculazioni edilizie! il nostro cantone é veramente pieno di schifezze architettoniche! gli architetti ai tempi erano considerati ARTISTI .... oggigiorno cosa sono?
Simone Canepa 1 mese fa su fb
Non ci sono già abbastanza edifici vuoti?
Lorella Castellini 1 mese fa su fb
Effettivamente era troppo bella per essere lasciata in una zona in cui ci sono quasi esclusivamente cubi in cemento, meglio tirarla giù per fare spazio ad altri cubi. Sia mai che qualcuno potesse ridarle il suo splendore di un tempo. Mancavano proprio le palazzine in zona.
pontsort 1 mese fa su tio
"Purtroppo come comune non avevamo gli strumenti..." E allora chi è che fa il piano regolatore? Sono proprio questi gli argomenti di competenza comunale.
Paolo Longoni 1 mese fa su fb
Perché in fondo la carenza di appartamenti del mendrisiotto, specialmente nella zona più a sud, é un problema vivo. 🤦‍♂️
Stefania Domina 1 mese fa su fb
Monello 1 mese fa su tio
...Deficienti !!!!!!
Paola Guidi 1 mese fa su fb
Che vergogna !!!!
Max Realini 1 mese fa su fb
Senza la memoria del passato non ci sara' futuro,ma l'importante e' speculare e lasciar devastare
vulpus 1 mese fa su tio
Sarebbe ora e tempo che la situazione venga presa in seria considerazione dal cantone, visto che i comuni se ne fregano altamente, e dove c'è sempre il grosso pericolo che i promotori siano gli stessi che gestiscono o influenzano la cosa pubblica. Che si faccia un inventario a livello cantonale e poi si valuti e si decida cosa valga la pena conservare , rivalutare o restaurare. Questa costruzione da come appare sulle foto aveva ancora una sua integrità che poteva essere salvata e valorizzata, oltre ad essere in una posizione senz'altro molto bella. Peccato
Mars Mi 1 mese fa su fb
F/A-18 1 mese fa su tio
Case vecchie non più a norma, inquinano, sprecano energia, sprecano spazio prezioso. La loro demolizione con la promozione di moderni alloggi crea lavoro e da da mangiare a molte famiglie, crea un tessuto urbano moderno e funzionale, razionalizza gli spazi urbani diminuendo sprechi, crea ricchezza. Forse toglie un certo fascino al paesaggio, questo sì ma sul piatto della bilancia bisogna pesare tutti gli elementi, poi si tirano le conclusioni.
castigamatti 1 mese fa su tio
un altro bellissimo esempio dello stile Liberty distrutto… lasceremo ai postumi la memoria storica delle "belle" palazzine edificate negli anni 2000. Complimenti
Anna Bonacina 1 mese fa su fb
Una vergogna.... Per guadagnarci sopra e basta... Come sempre.
Manuela Quattropani 1 mese fa su fb
Bravi!!! Complimenti!!!! Distruggiamo tutto per fare palazzine moderne!!!che tristezza!!!
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