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LUGANOTornano dalle ferie, e si ritrovano 2mila franchi di roaming

04.09.19 - 09:42
La vicenda di una famiglia del Luganese: marito, moglie e figlio adolescente hanno accumulato fatture choc in Bosnia Erzegovina. Salt: «Nessun errore»
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LUGANO
04.09.19 - 09:42
Tornano dalle ferie, e si ritrovano 2mila franchi di roaming
La vicenda di una famiglia del Luganese: marito, moglie e figlio adolescente hanno accumulato fatture choc in Bosnia Erzegovina. Salt: «Nessun errore»

LUGANO - Tornare dalle vacanze e ritrovarsi la fattura del roaming che aspetta, nella bucalettere. Capita a molti. Ma una famiglia residente nel Luganese ha superato ogni record. Marito, moglie e il figlio minorenne avrebbero accumulato oltre 2000 franchi di debito nei confronti della compagnia telefonica (la stessa) a cui sono abbonati.

Dopo aver passato l'estate nel paese d'origine, la Bosnia Erzegovina, il terzetto è tornato in Ticino senza immaginare la sorpresa che li attendeva. «Facciamo la stessa vacanza ogni anno e prendiamo le dovute precauzioni» spiega Selena Golubovic, intestataria di due delle tre utenze. «Sia io che mio marito abbiamo disattivato il roaming prima di partire e, se non bastasse, abbiamo impostato la modalità aereo». 

Eppure le fatture parlano chiaro. In tutto, ammontano a 405 franchi per la 39enne, a 363 per il marito, e addirittura a 1277 per il figlio di 16 anni. «Non può trattarsi di una coincidenza» protesta la donna, che ha fatto ricorso pensando a un equivoco. «Siamo stati tutti molto attenti a non cadere in fallo».

Invece no. La compagnia ribatte numeri alla mano. Applica un forte sconto (810 franchi in totale) per «buona condotta» dei clienti, e chiede il pagamento della differenza. «A volte gli utenti non disattivano correttamente il roaming quando solo all'estero» spiega Viola Lebel, portavoce di Salt. La ditta contesta anche le cifre: il conto da pagare sarebbe più basso, ma non ci sarebbero errori. O meglio: non da parte dell'operatore.  

«In questi casi, capita che i telefoni attivino degli aggiornamenti automatici, e i clienti non se ne accorgono nemmeno». Le brutte sorprese non sono frequentissime, ma capitano. E le cifre possono schizzare alle stelle. «La prima volta siamo comprensivi e applichiamo degli sconti sulle fatture – spiega Lebel – ma raccomandiamo a tutti i clienti di fare molta attenzione a questi rischi».  

La famiglia Golubovic, dal canto suo, non ci sta. I due coniugi ribadiscono di avere «correttamente bloccato i telefoni» e non intendono sborsare un centesimo. Faranno nuovamente opposizione. Per loro, si prospetta un post-vacanze decisamente poco rilassante. 

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