Quattro amici e un sogno (da sin. Adrian Gassmann, Michela Nicora, Dagmar Setz e Sebastiano Pollock).
TERRE DI PEDEMONTE
19.08.2019 - 06:020
Aggiornamento : 13:57

«Costruiremo appartamenti in cui il vicino è uno di casa»

Fasi finali per il progetto “Viv Insema” con le sue tre palazzine dove gli inquilini non saranno mai degli estranei. «Ma non è una comune» chiarisce la presidente della cooperativa abitativa

TEGNA - È un progetto di cooperativa abitativa come ce ne sono parecchie negli altri cantoni, ma non in Ticino. E a questa particolarità se ne aggiunge un’altra, che screma ancora di più: chi verrà a vivere qui a Tegna, nelle Terre di Pedemonte, non potrà essere un misantropo. Di più, dovrà avere il piacere di condividere taluni spazi e attività.

Abitare no profit - «Ma non è una comune stile anni ‘70» sgombra il campo dall’equivoco Michela Nicora, presidente di “Viv Insema”, il sodalizio che da anni ormai sogna di portare a tetto quei 17 appartamenti suddivisi in tre palazzine a Tegna, vicino al fiume e al bosco. L’idea è sul punto di sbocciare, negli scorsi giorni è apparso un annuncio per reperire gli ultimi soci e finalmente avviare il cantiere. Un format nuovo per il Ticino, continua la presidente, «ma non a Zurigo dove, ad esempio, la stessa Città ha organizzato una cinquantina di appartamenti come cooperativa abitativa. Noi abbiamo replicato qui questa formula no profit». 

L’idea è piaciuta - In pratica nessuna persona fisica specula o guadagna sugli affitti (basati sull’equo canone) versati dai soci che per abitare uno dei diciassette appartamenti hanno versato - sotto forma di prestito - la cifra iniziale di circa otttantamila franchi. Cui si aggiungono 20mila franchi di quote sociali che almeno una persona per appartamento deve versare. I 14 appartamenti già riservati con un contratto indicano che la proposta è piaciuta.

Il vicino non è un estraneo - Tuttavia l’aspetto davvero innovativo sta nello spirito che dovrebbe animare i soci: «Il nostro sogno è che chi verrà ad abitare qui veda nel vicino di casa una persona cui magari dare una mano se necessita di fare la spesa oppure è malata. L’ideale del “Viv insema” va quindi oltre la cooperativa che è fondata sul no profit». Per riuscirci hanno puntato su un mix formato da persone anziane e giovani famiglie con bambini. 

Vita libera ma solidale - In una palazzina ci sarà inoltre un appartamento in comune, con saletta e cucina, dove sarà possibile organizzare feste o pranzare assieme alcuni giorni della settimana. «Se si vuole, naturalmente. Perché anche da noi la libertà è molto importante. Certo chi vuole stare solo per conto proprio non deve venire da noi ad abitare. Ma gli appartamenti hanno una porta» sorride Nicora. La novità - oggi per nulla scontata - è che se bussi ti verrà aperta.

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