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Roberto Ferroni, direttore delle Tpl
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LUGANO
05.02.2019 - 07:000
Aggiornamento : 10:18

«Autisti stanchi al volante non ne voglio»

Il direttore delle Tpl Roberto Ferroni parla dei nuovi turni studiati con il Centro di medicina del sonno. «I malumori? Siamo disponibili a delle modifiche. Ma prima viene la sicurezza»

LUGANO - Una lettera aperta al giornale, ma anonima, rivela un presunto malcontento dentro le Tpl per i nuovi turni. Addirittura si parla di “minacce di licenziamento” rivolte agli autisti, quelli “con contratti ancora temporanei”, che avrebbero aderito a una raccolta firme di protesta.

«Nessuna pressione» - Una segnalazione preoccupante, ma infondata replica Roberto Ferroni, direttore della Trasporti pubblici del Luganese: «Nessuno è stato minacciato, ma crede che lascerei a casa qualcuno perché chiede di cambiare un turno? E poi qui praticamente tutti sono assunti a tempo indeterminato».

Operazione complessa - Va detto che ogni inizio anno il cambio d’orario provoca mal di pancia quasi inevitabili tra il personale dei mezzi pubblici. Non ne è immune la società dei Trasporti Pubblici Luganesi dove la turnazione dei suoi 203 dipendenti per 7 giorni su 7 dal mattino presto a sera tardi è operazione più che complessa: «Il turno è alla base della nostra azienda e il tema è stato sempre affrontato con serietà dalla direzione e in stretta collaborazione con i sindacati e la commissione del personale che, peraltro, difende a spada tratta i turni nuovi» dice Ferroni.

Cronobiologia del lavoro - L’aspetto forse più innovativo della stagione 2019 è che gli orari di lavoro sono stati stabiliti con la consulenza del dottor Mauro Manconi, coordinatore del Centro di medicina del sonno dell’Eoc, nonché sulla base della legge sulla durata del lavoro. «Lo abbiamo fatto - spiega Ferroni - per avere dei turni cronobiologicamente sostenibili. Che tengono cioè in considerazione la salute, il bioritmo della persona, il riposo magari piuttosto quello mattutino… Ho incontrato autisti di lunga esperienza che avevano firmato contro e mi hanno confessato di stare meglio adesso».

Un contratto invidiato - Le Tpl rivendicano il loro impegno per il personale. «Esigenze e aspettative dei collaboratori sono state tenute nel massimo conto. L’esercizio richiede però un numero elevatissimo di turni e molto diversificati. Sono state assunte due persone che fanno questo. Accontentare duecento persone non è facile, ma il nostro contratto di lavoro (Ccl) è invidiato da tutte le aziende di trasporto del Canton Ticino. Siamo gli unici ad avere le 40 ore».

Democrazia e sicurezza - Insomma, Ferroni sottolinea di «avercela messa tutta» e la riprova è il comunicato congiunto dei tre sindacati del personale (SEV, OCST e Transfair) che non appena si sono manifestati i malumori hanno chiesto un incontro alla direzione. Da qui il comunicato del 17 gennaio ai dipendenti dove si ricorda che la direzione è disponibile a modifiche nei limiti delle necessità del servizio. Entro il 31 marzo, sulla base delle suggestioni raccolte in forma anonima, si cambieranno i turni «che la maggioranza deciderà di cambiare. Attenzione però - conclude il direttore - a me interessa la sicurezza dell’utenza. Per cui non sarà possibile fare troppe ore di lavoro filate per poi disporre di più tempo libero. Vi sono regole da rispettare e autisti stanchi al volante non ne voglio».

I sacrifici del mestiere - In conclusione Ferroni ricorda: «In 23 anni ogni volta qualcuno non è contento e magari rimpiange i turni che l’anno prima aveva contestato. È normale poiché sui turni si consolidano ritmi e abitudini. Ma chi ha scelto le Tpl sa che è un lavoro a turni che comporta dei sacrifici. Lo sanno gli infermieri, i cuochi e gli autisti di bus».

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