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BIASCA
19.04.2018 - 06:000
Aggiornamento : 12:16

«Io, povera e fragile, seguita da uno sconosciuto»

Il braccio di ferro tra la 48enne Miriam G., che vive con 2.100 franchi al mese complessivi, e l’ARP: «Mi vogliono imporre il curatore, scartando la persona di cui mi fido»

BIASCA – «Vorrei che a seguire la mia situazione finanziaria fosse una persona che conosco. Invece, l’Autorità Regionale di Protezione (ARP) mi impone uno sconosciuto». Miriam G., 48enne di Biasca, fa parte del 7,5% di svizzeri che vive al di sotto della soglia di povertà. Vista la sua fragilità emotiva, necessita di essere seguita finanziariamente da un curatore. Ma la persona che lei stessa propone all’ARP è stata sonoramente bocciata dopo un colloquio attitudinale. Ora Miriam chiede “giustizia”: «Le autorità mi stanno complicando l’esistenza».

Vivere con 2.100 franchi al mese – Fresca di divorzio e mamma di un adolescente, Miriam ha ben due diplomi in tasca, uno di venditrice e uno di creatrice di moda, nonché alcuni anni di esperienza nel ramo sanitario. Da diverso tempo, però, è senza lavoro, ed è scivolata nel limbo dell’assistenza. Oggi è costretta a tirare avanti con 2.100 franchi al mese complessivi. «Sono stata io stessa a chiedere l’intervento di un curatore all’ARP, oltre un anno fa. Sono consapevole di essere ipersensibile e di avere determinate difficoltà». 

La proposta – La prima esperienza, con una nota curatrice della regione, per Miriam non decolla. Tra le due donne non c’è feeling. Anche a causa dell’ansia di Miriam. A un certo punto la curatrice si dimette. «E così – fa notare Miriam – ho pensato di proporre io stessa un curatore. Si tratta di una persona che ha già questo ruolo da un paio di anni, che segue già due persone. E che di mestiere fa il consulente previdenziale».  

Scartato dopo un test – Il candidato proposto da Miriam, tuttavia, è scartato dopo un test scritto di una ventina di minuti e un colloquio. «È una vergogna – sostiene Miriam –. Anche il mio psichiatra ha detto che sarebbe stato meglio farmi seguire da una persona di cui mi fido e che capisca i miei stati d’animo».

Idoneità del curatore — Quello delle ARP è un tema rovente. Al momento sono 16 le sedi sparse sul territorio. Si va, tuttavia, verso una “cantonalizzazione” del servizio. Intanto, le lamentele sono all’ordine del giorno. «Siamo di fronte a una signora con specifiche fragilità – sottolinea il presidente dell’ARP coinvolta –. L’autorità, anche di fronte a curatori proposti dagli interessati, è tenuta a verificarne l’idoneità secondo i requisiti stabiliti dalla legge».

Verifica dell’idoneità – Tradotto: è una questione di competenze. «Il fatto che sia già curatore privato non ne determina l’idoneità per qualsiasi altro mandato. Ogni caso può richiedere competenze differenti. L’autorità è tenuta a prendere in considerazione le proposte degli interessati, ma previa verifica dell’idoneità del curatore. Solo così può essere garantito agli interessati l’indispensabile seguito di qualità. La proposta dell’interessata è stata attentamente valutata dall’autorità per mezzo di un test generale e un colloquio specifico, da cui sono emerse importanti lacune».

La questione resta aperta – L’istruttoria per la designazione di un sostituto curatore idoneo per Miriam è tuttora in corso. «All’interessata sarà costantemente garantito l’esercizio dei suoi diritti procedurali. Al fine di garantire che l’applicazione del diritto di protezione possa concorrere effettivamente a creare un contesto di vita che salvaguardi il benessere dell’interessata, ne assicuri la protezione e ne promuova durevolmente l’autodeterminazione, espressione fondamentale della dignità umana».

Sensibilità umana – Argomentazioni che non convincono Orlando De Maria, presidente dell’associazione “StopARP”. «Il caso della signora Miriam è stato segnalato anche a noi. Troviamo assurdo che una persona che già segue due casi non possa seguirne un terzo. I problemi psichici della signora Miriam? Qui si tratta di sensibilità umana. Questa persona ha bisogno di essere rassicurata. Uno sconosciuto può solo destabilizzarla».

Cosa dice la legge?

Al momento sono circa 5.000 le persone seguite dalle 16 ARP ticinesi. Circa 400 i curatori. Prevalentemente si tratta di “non professionisti”, pagati 40 franchi all’ora. Solo una decina, i curatori professionisti. L’articolo 401 del codice civile indica che quando l’interessato propone quale curatore una persona di sua fiducia, l’ARP vi acconsente se la persona proposta è idonea e disposta a investirsi della curatela.

 

Svizzeri sempre più poveri

Crescono dello 0,5% i poveri in Svizzera. E il Ticino è tra i Cantoni messi peggio. Stando all’Ufficio federale di statistica, circa il 7,5% degli elvetici vive al di sotto della soglia di povertà. In Ticino si è superato da tempo il 17%.

 

 

 

 


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