TIPRESS
LUGANO
26.01.2018 - 08:360

Un ex dipendente Bsi è nei guai: milioni riciclati

La Procura ha fermato (e rilasciato) a novembre due ticinesi attivi sulla Piazza finanziaria. Sono indagati per un enorme giro di riciclaggio

LUGANO - Un giro di riciclaggio multi-milionario. Montagne di soldi in nero accumulati in un appartamento di Milano, collegato da un filo (quasi) invisibile a un ufficio in via Canova a Lugano. Telefonate che, dal terzo piano della ex sede di Bsi, raggiungevano esponenti della malavita cinese in Italia, e ne muovevano i capitali.

L'indagine - Spunta un nuovo filone d'indagine dalle ceneri dell'inchiesta Forward Racing (ormai in fase di chiusura, come riferito nei giorni scorsi). Una pista che, questa volta, ha condotto gli inquirenti direttamente a frugare nei cassetti della Piazza luganese. Il Ministero Pubblico ha confermato a tio.ch/20minuti i nomi di due ticinesi fermati a Lugano a fine novembre, per una serie di presunti reati finanziari. Si tratta di un 40enne del Bellinzonese, ex quadro della Bsi, e di un 50enne del Mendrisiotto, di professione intermediario finanziario. L'inchiesta è coordinata dalla Pp Anna Fumagalli. La Procura non ha fornito dettagli «per non compromettere le indagini» ma i fatti contestati risalirebbero, risulta, a prima del 2015.

«No comment» - I due sono stati rilasciati dopo 48 ore – in assenza del pericolo di inquinamento di prove – ma l'accusa è grave: sarebbero stati coinvolti in una rete dedita al riciclaggio di capitali nascosti al fisco della vicina Penisola. Importi milionari, depositati presso conti ticinesi gestiti dal 40enne che, in Bsi, era a capo di un team di 5 persone. Nessuno di loro risulta lavorare più presso la banca, acquistata nel frattempo da Efg International.

L'indagine interna - L'istituto non ha voluto commentare: i fatti, del resto, risalgono alla precedente gestione. A quanto trapela però, un'indagine interna sarebbe stata condotta dalla banca già nel 2013: gli esiti non sono noti.

L'elenco dei correntisti - Ma nella lista degli ex correntisti finita in mano alla Procura ci sono, oltre agli indagati del caso Forward Racing, anche i nomi di diversi imprenditori italiani, ed esponenti della malavita cinese in Italia. Questi ultimi avrebbero messo a disposizione i capitali che alimentavano il "giro" del riciclaggio: milioni in contanti, nascosti in un appartamento di Milano. A movimentarli sarebbe stato l'allora dipendente di Bsi, con telefonate e giustificativi truccati. Dal suo ufficio al terzo piano di via Canova.

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Ultimo aggiornamento: 2019-03-26 10:32:58 | 91.208.130.86