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LUGANONel ristorante abbandonato: «Costretti ad andarcene via»

08.02.17 - 08:26
La crisi silenziosa dei ristoranti cinesi: nel Cantone ne restano quattro, e arrancano. Altrettanti hanno chiuso negli ultimi due anni. Il “caso Bellariva”
tio.ch-20minuti
Il signor Chan davanti all'ex ristorante Bellariva
Il signor Chan davanti all'ex ristorante Bellariva
Nel ristorante abbandonato: «Costretti ad andarcene via»
La crisi silenziosa dei ristoranti cinesi: nel Cantone ne restano quattro, e arrancano. Altrettanti hanno chiuso negli ultimi due anni. Il “caso Bellariva”

LUGANO - Il signor Chan si aggira tra le sterpaglie, là dove i clienti affollavano i tavolini. Sui cassetti della spazzatura c'è ancora il suo nome. «È tutto rimasto uguale» sospira. Sono passati «un anno e tre mesi» da quando il ristorante Bellariva ha chiuso i battenti: posizione centralissima, di fianco all'hotel Bellevue sul lungolago, i padroni di casa «hanno deciso di vendere» e ora il locale giace in stato di abbandono. Dopo un braccio di ferro legale con la proprietà Chang, a pochi mesi dalla pensione, ha mollato il colpo. «Il gioco non vale più la candela – spiega – la clientela ticinese oggi cerca la cucina asiatica esclusivamente oltre confine, per i prezzi bassi».

La crisi silenziosa - I numeri parlano chiaro: di 7 ristoranti cinesi presenti in Ticino nel 2015, ben quattro hanno chiuso i battenti negli scorsi mesi (uno ha riaperto a Tenero). Altri due, sempre a Lugano, starebbero per fare lo stesso a breve per «raggiunti limiti di età». Il ristorante “Cina” di piazza Riforma chiuderà tra un anno: «Il contratto scade e non vale la pena andare avanti» spiega il titolare, prossimo alla pensione. Anche qui, l'immmobile è stato venduto.

«Segno di disaffezione» - Il fatto è che le attività «non sono più abbastanza redditizie per mantenere posizioni centrali e sono le prime vittime della disaffezione della clientela per l'offerta locale» osserva Massimo Suter di GastroTicino. Colpa del franco forte, del proliferare di sushi-wok nei comuni italiani di frontiera (una decina solo a Lavena Ponte Tresa, stando a Tripadvisor) ma anche in Ticino. «La mia impressione è che si sia diversificata l'offerta asiatica ed etnica e questo abbia penalizzato le attività più tradizionali» commenta Francesca Wölfler del Centro culturale cinese il Ponte.

«Una perdita per il settore» - I pregiudizi su igiene e lavoro irregolare fanno il resto: anche se nel 2015 controlli a tappeto della Polizia cantonale in sette locali non hanno rilevato irregolarità. Quella dei ristoratori (ti)cinesi, in realtà, «è una nicchia che fa gruppo a sé ma non ha mai creato problemi» avverte Suter. La loro crisi silenziosa «è una perdita per tutto il settore e un segnale di una crisi più grande che, purtroppo, è ormai generale» conclude Suter. 

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COMMENTI
 

mgk 7 anni fa su tio
l idea di andare in italia a mangiare perlopiu cinese mi fa passare la fame

davidi81 7 anni fa su tio
tio devi intervistare i proprietari...com'è possibile non sfruttare un terreno da 30 milioni...

F/A-18 7 anni fa su tio
Ho capito che bisognerebbe spendere da noi ma i nostri ristoranti sono poi in mano a stranieri qui da noi, non parliamo poi dei bar, grottini e kebab vari, paninoteche e betulin.

siska 7 anni fa su tio
Osservare bene il ristorante, l'igiene deve essere al 1° posto (pericolosi i batteri per mancanza d'igiene) poi naturalmente cibo ottimo a buon prezzo e ambiente curato.

gp46 7 anni fa su tio
Il primo millennio é stato del caro vecchio Continente, il secondo dell'America, ed il terzo sarà dell'Asia, e non possiamo farci niente...sono troppi...

F/A-18 7 anni fa su tio
Risposta a gp46
Ora stimo vivendo nel mondo delle illusioni in quanto comperiamo tutto a leasing quindi di nostro non abbiamo niente, anche la casa non é nostra.......per quelli che ce l'hanno. Gli Italiani hanno case piu modeste ma sono loro in buona parte, dopo poi lasciamo stare che lo stato ladrone li tassa su tutto.

Tiger 7 anni fa su tio
Quel giorno che arriveranno in massa i cinesi (molti di loro hanno ormai la cittadinanza italiana), con i loro negozi e ristoranti di nuova concezione, il Ticino diventerà un deserto a livello di commercio autoctono. Oltre confine stanno comperando da anni e a tutto spiano bar e ristoranti, negozi, ecc Nella loro cultura sono abituati a lavorare come pazzi, senza badare alle ore, spesso in situazioni che sgiorano lo sfruttamento. E negli ultimi tempi, non è raro che assumano anche italiani, probabilmente per un discorso di immagine.Come sono arrivati vu cumprá e venditori di rose (l'avevo previsto in tempi non sospetti e mi davano della pazza) , arriveranno anche i cinesi. E lì purtroppo sarà la fine di tutto.

mats13 7 anni fa su tio
Risposta a Tiger
Va anche detto che in Italia hanno trovato terreno fertile grazie alla grande corruzione esistente ed al lassismo delle amministrazioni locali (mancato controllo del rispetto degli orari lavorativi, permessi di lavoro ecc...). Certo che leggendo notizie come quelle di funzionari cantonali corrotti mi sento un tantino preoccupato...

comp61 7 anni fa su tio
Risposta a mats13
spetta, che l`amico cinese ha appena fatto tappa a berna. Per me l`obbiettivo è solo uno: colonizzarci come hanno fatto nelle altre nazioni per loro strategiche.

Tiger 7 anni fa su tio
Già circa 25 anni fa, un involtino primavera, a Lugano, costava sui 12 fr. Oltre confine andava dalle mille alle duemila lire...

navy 7 anni fa su tio
Il Ticino della ristorazione, dell'artigianato, del commercio in generis è destinato a morire. Non è che ci voglia una laurea in economia per capirlo. Il ristorante cinese in questione ha sicuramente dovuto fare i CONTI CON LA CONCORRENZA italiana d'oltre confine ma NON È SOLO QUELLO. Ora, in Ticino e grazie ad una POLITICA DA LOBOTOMIA i residenti, che fino a qualche anno fa potevano andare anche al ristorante sotto casa in quanto pagati in modo consono al costo della vita qui da noi, se ne stanno a casa. Questo nella migliori delle ipotesi. Altrimenti, per tanti e troppi di loro, vanno al tavolino magico a Cassarate................. Quando un INTERO CANTONE decide di dare lavoro, in precedenza, a lavoratori che, finita la giornata, lasciano qua, al massimo, i soldi del pieno di benzina, si hanno queste ed altre situazioni. Da qui a 5/6 anni, molti altri commerci nel Luganese (e non solo) chiuderanno i battenti. A quel punto i COMMERCIANTI BORGHESI di Lugano e dintorni potranno così fare campagne atte a sensibilizzare il commercio locale ma sarà ARIA FRITTA NEL DESERTO DELLA PRECARIETÀ.

Telma 7 anni fa su tio
Risposta a navy
Concordo su tutto. Sono però anche convinto che la soluzione non stia nel protezionismo del tipo: non assumere frontalieri. Purtroppo, già decine di anni fa, qualdo i salari in Ticino erano ancora degni di tale nome, i ticinesi si recavano all'estero a spendere i soldi guadgnati qui. Mancava la sensibilità allora, come manca oggi. Credo che non ci rimanga che prendere atto che dobbiamo abituarci a vivere con molto meno.

Masta206 7 anni fa su tio
Risposta a Telma
credo anche io che dovremmo abbituarci a vivere con molto meno... perchè un'inversione di tendenza la vedo dura...

navy 7 anni fa su tio
Risposta a Telma
Caro Telma, grazie per tuo commento. Io nel 1994 guadagnavo 4'800/mensili. Non facevo certo il chimico termo nucleare ma campavo in modo decente pagando quello che dovevo pagare. Oggi come oggi, aziende disseminate sul territorio (in mano di ticinesi doc e lombardi dac.....) distribuiscono salari da 1'500/mensili........ Vivere con meno va bene e ci sta. Cito un proverbio cinese che recita: "quando vien la crisi i magri muoiono mentre i grassi dimagriscono" In Ticino, dietro ad una patina di opulenza vi sono sempre più magri per dare spazio a pesi medi di oltre frontiera. E' questo che non andrà bene oggi e non andrà bene neppure domani. Questo per bocca degli stessi frontalieri che, gioco forza e per colpa del bel paese alla deriva, vengono da noi.........

GI 7 anni fa su tio
posizione centralissima......ma in dua ??? Il ristorante "cinese".....una moda passata da qualche anno....

vamuelle 7 anni fa su tio
purtroppo fino a che il ticinese medio non cambierà mentalità preferendo la qualità alla quantità e al prezzo,la situazione non farà che aggravarsi. Ma svegliatevi gente,abbiamo degli ottimi ristoranti in zona,che bisogno c'è di andare sempre oltreconfine solo per risparmiare??Tutti in giro col macchinone ma poi quando c'è da spendere per il cibo tutti vanno al risparmio!

geiger 7 anni fa su tio
In Italia i ristoranti cinesi fanno prezzi bassissimi... chiaro: manodopera a costo quasi zero e spesso al limite della schiavitù, controlli igienici quasi inesistenti, controlli sulle derrate alimentari e sulla loro provenienza... idem.... Avete già visto una cucina?.... no?.... eh beh.....

Diablo 7 anni fa su tio
purtroppo é un cane che si morde la coda....stipendi al ribasso, mercato del lavoro sempre piú inacessibile al residente, cassa malati sempre piu cara, sgravi alle famiglie sempre piu bassi, affitti appartamenti sempre piu cari...... Non si riesce proprio a capire ai piani alti che finche il cittadino residente subisce e continua a perdere economicamente, la ruota dell economia locale automaticamente smette di girare.....

Nicks1986 7 anni fa su tio
Trovo scandaloso che il Comune di Lugano non intervenga per sistemare la situazione. In una zona ottima e molto turistica, sul lungolago, tra l'Hotel Bellevue e il rinomato Hotel Splendide Royal si trova questo luogo abbandonato e fatiscente con topi che girano tra quello che rimane del locale (tra l'altro pericolante).

Diablo 7 anni fa su tio
Risposta a Nicks1986
il Comune di Lugano quello che assume gli amici degli amici magari che provengono oltre Confine ? Dai nicks capisci anche tu che anche loro hanno le mani in pasta....

KilBill65 7 anni fa su tio
Purtroppo la colpa e' anche della nostra politica Ticinese che non si preoccupa del fenomeno in questione. Lo si vede in generale anche del resto, tra chi non trova posti di lavoro, per i giovani e meno giovani......I politici dovrebbero perlomeno incentivare ed aiutare a non far chiudere chi e' in difficolta'.....Altrimenti col tempo il nostro bel Canton Ticino diventera' un paese di emigranti....

skorpio 7 anni fa su tio
carissimi esercenti: non dovete prendervela con la clientela ma con i datori di lavoro che continuano a licenziare e al governo che non fa niente. Tutto aumenta e la gente ha sempre meno soldi da spendere. E quando si ha la possibilità (non scontato) di andare al ristorante, si guarda logicamente ai propri conti. E non è vero che la qualità in Italia è scadente. Io sono ticinese e quando abitavo in città andavo spesso al Bellariva. Adesso abito fuori, ho famiglia e meno soldi a disposizione, in 2 persone con il vino con gli stessi piatti a Lugano 140 franchi, in Italia 50. Capisco che occorre spendere in Ticino, capisco e per la spesa lo faccio, ma quando c'è così tanta differenza.... Inoltre, ma questo è tipico di qualsiasi ristorante ticinese, mai una volta che mi è stato offerto un caffè o un digestivo, oltre ai prezzi bassi in Italia sono anche piÙ furbi..
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