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«Mi ha rubato le prostitute! Deve pagare»

Un affittacamere a luci rosse del Sopraceneri denuncia un "furto" alquanto particolare. E chiede un risarcimento di 90 000 franchi
FOTO TIO.CH/ZYLBERBERG
Il testo dell'sms incriminato
«Mi ha rubato le prostitute! Deve pagare»
Un affittacamere a luci rosse del Sopraceneri denuncia un "furto" alquanto particolare. E chiede un risarcimento di 90 000 franchi
ASCONA - «Adesso la pianti di rompere i co...oni? Spero di non dover cominciare anche io con le cattive». È il testo di un sms – uno dei tanti che volano nelle notti a luci rosse ticinesi – inviato da L.A...

ASCONA - «Adesso la pianti di rompere i co...oni? Spero di non dover cominciare anche io con le cattive». È il testo di un sms – uno dei tanti che volano nelle notti a luci rosse ticinesi – inviato da L.A. a B.F., entrambi affittacamere attivi nel ramo prostituzione nel Sopraceneri. Il secondo due settimane fa ha denunciato il primo alla Polizia per minacce. I verbali dell'inchiesta sono illuminanti: «Tra gli affittacamere in Ticino è in corso una guerra» ha raccontato in un interrogatorio L.A., che sua volta è ricorso alle vie legali chiedendo un risarcimento di 90mila franchi al concorrente. Tio.ch/20minuti lo ha raggiunto per un'intervista.  

Che cosa intendeva, esattamente?

«Con la crisi delle luci rosse in Ticino (vedi box a fianco, ndr.) tra gli affittacamere è scoppiata una guerra fatta di minacce, chiamate anonime, segnalazioni alle autorità o ai padroni di casa. Il tutto per rubarsi le ragazze degli altri. Io ho subito diversi "furti" di questo genere: ho protestato, ho mandato quell'sms, ma non è servito. Alla fine mi sono rivolto a un avvocato».

Può fare qualche esempio?

«Alcuni mesi fa ho aperto un appartamento a luci rosse ad Ascona, nei pressi di via Muraccio. Nella stessa via è da tempo aperto un centro massaggi gestito da B.F.: in realtà, come riferito a suo tempo da Tio.ch, si tratta di un centro massaggi erotico. Da allora il Municipio ha iniziato a ricevere segnalazioni anonime riguardanti il mio appartamento, e ho dovuto chiudere».

Forse è un caso.  

«I casi sono troppi. Di recente l'amministratore di un palazzo dove gestivo alcune camere, nel Locarnese, ha ricevuto minacce anonime per telefono. Ho dovuto chiurere anche lì. È una prassi. A sollecitare l'intervento dei Municipi o dei padroni di casa raramente sono i vicini o residenti arrabbiati: quasi sempre dietro alle segnalazioni ci sono altri professionisti del settore, dei concorrenti. Il cui unico scopo è quello di accaparrarsi le ragazze».

E i 90mila franchi?

«È la cifra che ho perso in un anno a causa di questa guerra, in affitti mancati. Ho fatto la stima con l'avvocato, e abbiamo chiesto il risarcimento alla concorrenza. Le mie non erano minacce fisiche, come ho spiegato alla Polizia. Se è guerra, combatteremo con gli avvocati».

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