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ORIGLIO
20.04.2016 - 07:500
Aggiornamento : 10:36

Lite tra vicini per un (presunto) abuso: «Un inferno, qui finisce male»

Lavori edili che finiscono in odissee legali. Il fenomeno in Ticino è «un disastro» per le associazioni.

ORIGLIO - Chiamate alla polizia, lettere al Municipio, insulti, minacce e cause legali. Dietro ai ricorsi per abusi edilizi (veri o presunti), una tipicità del Ticino, ci sono sempre "dissapori personali". Ma quello tra due vicini di casa di Origlio, in via Cantonale, supera ogni limite. «È letteralmente un inferno, sono esasperato: se la situazione non si risolve qui finisce male...» avverte uno. «È un prepotente che non fa altro che minacciare. Sinceramente, non sono tranquillo» fa eco l'altro. Gli avvocati sono già al lavoro: dopo un incontro finito quasi a botte, il mese scorso - in cui è intervenuta anche una pattuglia della polizia - tra poco partiranno le diffide.

Ai ferri corti - Cosa c'è dietro a tanto astio? L'ennesimo (presunto) abuso edilizio. Al centro della contesa, una struttura commerciale realizzata di fresco al posto di un vecchio rustico in un'area agricola. La zona non è edificabile, e le immagini ieri/oggi lasciano pochi dubbi, in effetti, sull'impatto della struttura. L'attività commerciale (un centro di vendita e riparazione di elettrodomestici) è «totalmente abusiva» per il proprietario di una villetta adiacente e «va cessata immediatamente», scrive lo stesso in una lettera al Comune. La questione è oggetto di un ricorso al Tca, il cui esito «è atteso dal Municipio che deciderà di conseguenza il da farsi» spiega a tio.ch/20minuti il sindaco Alessandro Cedraschi.

«Tutto in regola» - Tra i presunti abusi: un parcheggio costruito al posto del vecchio terreno agricolo, l'innalzamento del tetto, la conversione di una legnaia in deposito per elettrodomestici. «Tutto in regola» per il padrone di casa, che si dice «esasperato» dalle continue rimostranze sollevate negli ultimi mesi - e anni - dal vicino. «È un inferno, c'è un accanimento nei miei confronti ma adesso sono proprio stufo. Ho investito i risparmi in questa struttura e tutto è bloccato da due anni per la malevolenza di questa persona. Ho deciso di diffidarlo dall'avvicinarsi di nuovo a casa mia».

Il fenomeno in Ticino - Chi abbia ragione, sarà il Tca a breve a deciderlo. Dal Cantone - più volte sollecitato sulla vicenda, come su altre - fanno sapere che «in generale l'allerta su questo tema è alta e i provvedimenti vengono presi, dalle sanzioni pecuniarie agli ordini di demolizione». Tutto dipende «dalla gravità dell'eventuale abuso e dal contesto in cui è stato commesso» spiega Leonardo Matasci del Dipartimento del territorio. Nel 2014, ultimo dato disponibile, sono stati 353 i pareri negativi del Dipartimento relativi a domande di costruzione - stabili rispetto agli anni precedenti (erano stati 356 nel 2012). Gli ordini di demolizione, invece, sono lievemente diminuiti (da 50 a 39) ma «questo dipende dall'andamento del settore dell'edilizia» aggiunge Matasci.

«Situazione disastrosa» - Quello dei vecchi rustici, però, rimane «un nodo da sciogliere in Ticino» per Raimund Rodewald della Fondazione svizzera per la tutela del paesaggio. «Non vedo una strategia da parte del Cantone e questo preoccupa» aggiunge Rodewald, che avverte: «Il problema è però a monte, in una legge federale troppo lacunosa e ambigua che rende più facile ormai costruire nelle zone non edificabili che in quelle edificabili. Una situazione disastrosa per il nostro paesaggio». Ma anche per i nervi dei due vicini di Origlio che, nel frattempo, non se le mandano certo a dire. 

 

 

 

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