TENERO
08.10.2015 - 15:060
Aggiornamento : 18:01

Ecco chi è l’uomo che vuole assumere 200 persone in Ticino

Intervista a Nunzio LaVecchia, a capo dell’azienda decisa a creare un centro di ricerca a Tenero

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TENERO – Conferma la notizia. Anticipa che “al progetto partecipano finanziatori privati, banche e investitori istituzionali”. Quanto alle cifre “è presto per parlarne”. Nunzio LaVecchia, 50 anni, zurighese di origini italiane, è l’uomo dietro al mega-progetto di un centro di ricerca all’ex cartiera di Tenero. Si divide tra Zurigo, dove ha sede la NanoFlowcell, il Baden-Württemberg e la sua casa di Ascona, dove lo raggiungiamo. “Il Ticino è da sempre il mio angolo preferito della Svizzera – dice - il luogo ideale per il mio progetto e il posto dove sogno di poter invecchiare, felicemente e creando lavoro”.

Come mai la scelta di Tenero?
“La scelta è l’esito di trattative iniziate cinque anni fa, l’obiettivo era trovare un luogo dove trasferire il centro di ricerca che attualmente abbiamo a Zurigo, ed espandere l’azienda. Abbiamo deciso di rimanere in Svizzera, nonostante le molte offerte dall’estero. La decisione dell’ex cartiera di Tenero, alla fine, è stata dettata non solo da ragioni di convenienza ma anche di attaccamento al territorio”.

Il progetto è di assumere circa 200 persone specializzate tra ingegneri, ricerca e sviluppo e amministrativi.
"Confermo".  

Li cercherete sul territorio?
"Lo stiamo facendo. Può darsi che non troveremo in Ticino tutte le figure di cui abbiamo bisogno, specie per quanto riguarda il settore automotive, che in generale in Svizzera non è troppo sviluppato. Per il settore chimico e It, invece, di sicuro non avremo problemi a trovare manodopera locale o d’oltre Gottardo. L’idea, in ogni caso, è di assumere il più possibile ticinesi".

Come nasce il progetto?
"La nostra azienda nasce come centro di ricerca a Zurigo nel 1996. In un’ottica di espansione, si è deciso il trasferimento per potenziare le ricerche nel settore delle auto a propulsione alternativa. Faremo molta ricerca e anche produzione, ma in misura ridotta".

Qualche parola su di lei. In Ticino, Nunzio LaVecchia è una new-entry.
"Ho vissuto la mia carriera imprenditoriale in Svizzera interna, ma il mio legame con il Ticino risale a molto tempo fa".

Nel 2005 si era fatto il suo nome come acquirente interessato a Villa Favorita.
"Vero. Non se ne fece niente, perché c’erano interessi speculativi su quel terreno. Fu un occasione persa per Lugano. Acqua passata".

Poi c’era stata una vicenda giudiziaria, un’inchiesta per truffa poi finita in un non luogo a procedere.
“Tutte le volte, i giornalisti la tirano fuori. Non mi fa piacere parlarne, erano tutte maldicenze finite in niente, la Magistratura ha fatto il suo lavoro”.

Ci fu poi un processo civile: gli eredi di una sua ex socia, residente ad Ascona, le hanno chiesto un risarcimento milionario.
"Questioni private, risolte appunto in sede del processo civile.  È una storia vecchia, tutte maldicenze e diffamazioni per cui ho dato a suo tempo mandato ai miei legali. Ora guardo al futuro".

 

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